4 settembre 2010

Scelte di "stile". Le rivoluzioni silenziose

Questa mattina nel mio solito giretto tra blog e siti preferiti ho trovato un articolo di Genitoricrescono che mi ha fatto venire voglia di dire la mia e un commento non sarebbe bastato.
L'articolo parlava "...di pubblicità e corredi scolastici", partendo dal comunicato stampa del Codacons pubblicato in questi giorni, che esprimeva preoccupazione per l'invasione di pubblicità ingannevole relativa agli articoli del corredo scolastico (vedi astucci o zaini che si aprono da soli o prendono vita ecc); concludendo con le preoccupazioni di una mamma relative alla qualità dei prodotti pubblicizzati, ai costi e soprattutto al martellamento pubblicitario a cui sono sottoposti i bambini.
Prima di tutto volevo dire che sono d'accordo sul fatto che è difficile che dei bambini possano credere che un astuccio prenda vita con braccia gambe e tutto il resto solo se lo vede in televisione, specialmente se il bambino in questione è abituato a vivere nella realtà e non è parcheggiato tutto il giorno davanti alla tv. Il nodo della questione è dunque "la sovraesposizione dei nostri figli a spot pubblicitari che creano bisogni inesistenti, primo tra tutti quello di cambiare zaino ed astuccio ogni anno".
Quando c'è qualcosa che non mi piace o che secondo me è sbagliata cerco sempre di chiedermi cosa posso fare io per cambiare le cose? quali potrebbero essere le conseguenze del cambiamento prodotto intorno a me, nel mio piccolo? Sono sempre stata convinta che le vere rivoluzioni sono quelle silenziose, che partono da pochi per diventare luoghi comuni e consuetudini consolidate, l'importante è considerare le direzioni che possono prendere.
Ultimamente, tra l'articolo Repubblica (di cui ho parlato qui) e quello di Genitoricrescono, mi sono interrogata molto su l'ambiente in cui il mio cucciolo crescerà (per ora mi sembra ancora abbastanza protetto, ma non per molto, cresce in fretta) e su come "sfruttare" educativamente ciò che per me è sbagliato, primo fra tutti la creazione di bisogni indotti ad opera dei media e di conseguenza da tutti quelli che se ne vanno in giro pieni di scritte delle varie marche (lo so sembra un pò estremo ma ognuno va in giro come gli pare ed io dico la mia, mi sembra equo ;) ). Per fortuna Matteo è ancora nella fase "mi piace lo voglio" e non è ancora entrato in quella "ce l'hai tu lo voglio anch'io", condivide volentieri le sue cose, tranne quando è troppo interessato a qualcosa (ma mi sembra giusto ha solo 20 mesi deve scoprire tutto con calma), conosce ed usa in maniera appropriata la parola sieme (=insieme) e adora stare con gli altri (poi abbiamo altri problemi ma fin qui va bene :p ).
Cosa posso fare quindi?
Per ora Matteo è piccolino e per fortuna lo zainetto per l'asilo posso farglielo io ed il problema è rimandato, ma se tutte le mamme (bé almento molte se non tutte) boicottassero per qualche anno le grandi marche chiedendo una qualità maggiore ed un più giusto rapporto qualità\prezzo? Lo so che bisogna tener conto anche dei bambini e della loro socialità (a volte sanno essere crudeli e nessuna mamma vorrebbe far sentire escluso il proprio bimbo solo perchè non ha lo zaino "giusto") ma ci sono tanti modi per ovviare a questo problema con un pò di creatività, fate un giro sul web e vedrete.
Di seguito un pò di spunti utili:

6 commenti:

  1. Ottimo arricchimento al mio post. Grazie per l'attenzione.

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  2. Ho già apprezzato il post su GC e apprezzo ancora di più il tuo contributo. Sono assolutamente d'accordo con te. Mio figlio è già grandicello ( ha 6 anni e mezzo ) ma gli ho sempre spiegato con chiarezza che non sempre è possibile spendere 50 euro per uno zaino di marca.
    Senza inculcargli messaggi fuorvianti del genere "non possiamo permettercelo" (potremmo anche, ma non vogliamo: questo è il succo), gli concedo talvolta il giocattolino di marca, ma "talvolta" è un concetto decisamente diverso dal "sempre e comunque".
    Riesco perciò ancora a tenerlo lontano dal martellamento mediatico. Secondo il mio modesto parere questo è un atteggiamento che dovrebbero adottare tutti i genitori.
    E'il primo passo per insegnare ai propri figli che la sostanza non è fatta di ciò che si ha, ma di ciò che si è.
    Probabilmente sono fortunata io ad avere un bimbo così "comprensivo", che non pretende a tutti i costi il lusso degli accessori di marca, ma preciso per dovere di cronaca che non è affatto un bimbo semplice, ha una spiccatissima personalità e un caratterino decisamente singolare.
    Se su questo argomento "vinco" io forse, e sottolineo forse, il merito è di un impegno costante, mio e di mio marito.
    O forse siamo soltanto molto fortunati, chissà! :-)
    Grazie per questo post, lo trovo decisamente utilie e illuminante.

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  3. @Silvia: grazie, vi seguo da un pò e ho trovato sempre spunti molto interessanti sul vostro blog,anche per mettermi in discussione e fare lunghe chiacchierate con mio marito (quanto ci piace chiacchierare :) )
    @lastaccata: sono convinta che gran parte dei risultati che avete raggiunto con vostro figlio siano il frutto del vostro impegno e del vostro amore (ho dato un'occhiata rapida al tuo blog, credeve di avere un figlio "amplificato" ma forse il mio è solo molto vivace ;) )quindi BRAVI, senza fortune o altro, bravi e basta. Mi piace quando dici di non voler inculcargli messaggi fuorvianti, è importante che capiscano che siamo noi a decidere ciò che vogliamo e ciò di cui abbiamo bisogno e che anche se possiamo, non sempre è detto che dobbiamo spendere quei soldi.

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  4. Ma grazie infinite a te! Sul web mi piace confrontarmi anche con persone che non la pensano come me, ma quando ne trovo qualcuna che concorda con le mie ( personalissime, per carità) idee è sempre confortante. Sì, ammetto senza falsa modestia che molto probabilmente alla fonte dei risultati ottenuti ci sia un lavoro costante da parte mia e di mio marito. E' un'operazione difficile da mettere in atto,non discuto, ma credo che certi insegnamenti riusciranno a fare di mio figlio una persona il più possibile libera dai condizionamenti. Almeno questo è ciò che mi piace sperare.
    Staremo a vedere...
    Grazie a te per aver fatto un salto sul mio blog; sono pochi quelli che sopravvivono per poi raccontarlo in giro :-)

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  5. Il giorno in cui siamo andati a scegliere lo zaino i patti sono stati molto chiari: lo zaino lo scelgo IO, devo controllare che non si smonti dopo un mese di scuola, non ti spacchi la schiena, e sopratutto durarti tutte le elementari (ma io spero anche le medie). TU puoi scegliere il diario, i quaderni, l'astuccio. Ha funzionato, mio figlio non si è mai lamentato di non avere uno zaino "griffato". Speriamo che duri!
    Non so se è carattere del figlio, che magari dà importanza ad altre cose, o se siamo riusciti a fargli capire che alcune cose sono importanti e si devono fare in un certo modo.
    Approdata qui da Genitori Crescono, finito il commento curioserò in giro!

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  6. Brava Gloria! Spero di riuscire, un giorno, ad ottenere lo stesso risultato col mio.
    Sicuramente una componente caratteriale c'è sempre ma il lavoro dei genitori è fondamentale. Credo molto nell'educazione e nell'impegno dei genitori nel formare le nuove generazioni ed è un processo che dura nel tempo.
    A volte ho paura di non essere in grado, Matteo ha un carattere così forte...
    Grazie per essere passata, spero ti piaccia il blog :)

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