31 luglio 2011

La torta camillina

Sono proprio soddisfatta di questo esperimento culinario! E' una semplice torta di carote, ma l'ho inventata io e ne sono proprio fiera (è ovvio che se qualcuno scopre che è una ricetta già nota è pregato di segnalarmelo perchè così posso correggere il post -com'è giusto che sia -  e smetto di vivere nell'illusione di aver inventato qualcosa).
L'idea mi è venuta partendo dal ciambellone senza latte che ho fatto per il compleanno di papino copiando l'idea dal blog Genitori organizzati. Inizialmente l'acqua l'ho sostituita col centrifugato di carote e siccome mi dispiaceva buttare tutta quella bella polpa macinata finemente che era rimasta nella centrifuga ho pensato di sostituirla a parte della farina, lasciando il resto invariato. Poi mi sono detta "cosa manca perchè assomigli alla nota merendina confezionata che mi piace tanto?" le mandorle!! così ho aggiunto 100g di mandorle che ho macinato nella centrifuga visto che vengono così bene...ed ecco qui che è venuta fuori la torta camillina!
Il risultato all'apparenza è un pò unto ma in realtà non è una questione di grassi aggiunti, è la farina di mandorle ricavata dalla centrifuga che era piuttosto burrosa, così la prossima volta ho deciso di non aggiungere affatto l'olio e sostituirlo col succo d'arancia. Che ne dite?

La ricetta

 Ingredienti:

180g di zucchero
50g di farina
100g di carote pulite
100g di mandorle pelate
130g di olio (che sostituirò col succo d'arancia)
3 uova
una bustina di lievito

 Procedimento:
- Sbattere ben bene le uova con lo zucchero
- unire il succo di carote e l'olio\succo d'arancia
- centrifugare le carote e le mandorle, pesare la parte solida\farinosa che rimane nella centrifuga ed aggiungere la farina fino ad arrivare ad un peso complessivo di 250g
- aggiungere il lievito
- cuocere in forno preriscaldato a 160° per circa 20\25 minuti (io faccio la prova dello stecchino)

Spero vi piaccia, papino ha detto che deve diventare il dolce della casa, avete presente quello per cui è famosa la zia e che le si chiede sempre per ogni festa o compleanno? e Matteo...


E' rimasto in questa posizione finchè non ha finito tutto il pezzo...e non c'è voluto molto ;) 

30 luglio 2011

Il cuscino allattamento

Ecco un'altra voce da spuntare dalla mia To do list per la nascita di Jacopo.
Ho cercato fin da subito un cuscino allattamento comodo anche per la gravidanza, sia per sostenere la pancia e le gambe dormendo e sia per proteggere il pancione dal saltuario cosleeping con il nostro cucciolo grande (che nel frattempo non ha più il lettino montessoriano perchè non riuscivo più a rifarlo).
Ho usato due vecchi cuscini a cui ho dato una forma un pò curva, ma non troppo, così potevo usarlo più comodamente per dormire (mi sono accorta dopo che non avevo rivoltato un lato e l'ho lasciato così :p )



La fodera è in maglina di cotone, un pò vintage, un regalo di zia Fabiola. Ho cucito semplicemente un tubo aperto da ambo i lati ed ho chiuso le estremità con della fettuccia che, una volta stretta può essere usata per tenere unite le estremità del cuscino e creare uno spazio in cui far sedere il cucciolino quando cresce un pò oppure, coprendolo con un lenzuolino si può usare da sdraietta, come suggerisce Mammacanguro.

24 luglio 2011

Una piccola scossa

Ieri papino è uscito un pò con Matteo ed io sono rimasta a casa ancora convalescente (che pizza la febbre alta in estate!!). Sono riuscita a parlare con calma con una cara amica e quando ho finito la terra ha tremato per qualche secondo...va bene che non è facile sentirci ma non c'era bisogno di sottolinearlo così :p
Scherzi a parte ho avuto proprio paura! Sono cresciuta in una zona sismica e sono abituata a convivere con i terremoti; da piccola erano quasi un gioco. Ogni tanto qualcuno chiedeva "l'hai sentito il terremoto?" "io ero sul divano...io studiavo...io in bagno e se crollava tutto ed io non facevo in tempo a pulirmi? Che schifo che ti ritrovano sporco!..." come eravamo ingenui!
Una volta - eravamo fidanzati - ero al telefono con papino ed ho sentito tremare tutto mentre il palazzo difronte ondeggiava come mosso dal vento. Con tutta calma ho chiesto a papino se secondo lui era meglio che mi mettessi sotto al tavolo o sotto una trave, poi è finito tutto e "va bè vienimi a prendere subito così usciamo ora, tanto saresti passato comunque tra poco...ti aspetto giù, meglio non fare gli eroi".
Ieri invece ho avuto paura, mi ha colto di sorpresa (tutti dicono che qui non fanno i terremoti), non sono riuscita a muovermi, ho pensato solo alla pancia (gli altri erano all'aperto e senza edifici vicino), a Jacopo ed a cosa potevo fare per proteggerlo. Ma niente, non ho fatto niente. Che mi sta succedendo? Io ero quella dal sangue freddo, che non si lascia spaventare, che casomai crolla dopo, quando tutto è finito e posso scaricare la tensione.
In pochi secondi si è scossa la mia percezione di me, ci pensavo da un pò a dire il vero, ma questo è un aspettò che non avevo considerato. Come la terra anch'io mi assesto piano piano e mi scopro sempre nuova, diversa, ma me stessa, con la mia forza, la mia debolezza ed il mio restare sempre un pò ragazzina...sapete cosa ho fatto dopo aver chiamato papino? Mi sono lavata e vestita...che se per caso dovevamo stare fuori casa almeno ero pulita...ma mica l'ho preso un giacchetto o una copertina...che testa!!!
Da ragazza avevo uno zainetto con camicia, fazzolettone scout e "quaderno di caccia" da prendere al volò scappando, questa volta i miei tesori erano giá al sicuro.
...Ma crescerò un giorno e farò pace col cervello...o forse no ma io mi piaccio così!

Giochini per bambini grandi e piccini

Parecchi post fa ho pubblicato il mio primo esperimento di bambola artigianale che, sebbene non fosse bellissima , a Matteo è piaciuta molto. Ci ho riprovato e questo è il risultato. Il tutorial della bambola waldorf è quello del blog La pappa dolce, che sicuramente conoscerete


Quella rosa è stata vestita con il calzino usato anche
per la sporta fai da te

Per Jacopo invece ho preparato questi piccoli softies ricavati dalla maglietta di un vecchio pigiama



23 luglio 2011

To do list...vediamo a che punto siamo

Qualche tempo fa ho pubblicato una lista di cose che volevo preparare per l'arrivo di Jacopo (che bello chiamarlo per nome "ufficialmente"), vediamo a che punto sono.

Le coppette assorbilatte sono pronte, ho usato una vecchia maglietta intima di lana che papino aveva da anni ma che non ha mai usato e della flanella di cotone. Il tutorial l'ho preso dal blog Agofollia, ma le mie non sono colorate, hanno un lato in lana e l'altro in flanella di cotone. Durante l'allattamento di Matteo ho scoperto che la lana aiuta a lenire le irritazioni e le piccole infiammazioni del capezzolo, così ho optato per il double face.
qualcuna ho provato a cucirla al rovescio ed impunturarla dall'altro lato



Non sono venute troppo male, ma avrei fatto meglio a cucire prima e tagliare la sagoma dopo, sarebbero state più precise.

Qualche giochino per il bebè è stato realizzato, il primo su ispirazione di quello realizzato dalla mitica Francesca del blog Equazioni  e l'altro inventato da me, niente di eccezionale ma a me piace molto ^__^

ho usato il dentolino in silicone che a Matteo non è mai piaciuto,
delle fettucce di cotone con coloro in contrasto,
un pezzetto di cerata rosso ed un cordino azzurro


questo lato è morbido e leggermente imbottito

questo pezzo di stoffa è tagliato con le forbici a zig-zag ed è
quello che si usa per decorare i coperchi delle marmellate,
quindi abbastanza spesso

il bruchetto può essere mangiucchiato, tirato ed infilato nella mela

Ho anche realizzato il cuscino allattamento, ma voglio rifinire alcune cose prima di postare le foto ed alcuni softies, ma li vedrete nel prossimo post.






22 luglio 2011

Mamma...guarda che mi ha fatto il gatto!!!

E' quello che continua a ripetere Matteo ogni volta che gli metto la maglietta che ho dipinto per lui ^__^ e quanto si diverte all'idea che un gattino sia passato sulla sua maglietta macchiandola tutta!!



Non so come mi sia venuto in mente ma la prima impronta l'ho fatta con un tampone umido ed ovviamente è venuta tutta sbavata, così ho corretto con questo gattino stilizzato disegnato a mano libera, mentre per le impronte ho usato uno stencil. I colori sono per la stoffa ovviamente.
La maglietta è in cotone bio presa da Decathlon ed aveva un alone giallino sul davanti, l'idea delle impronte mi è venuta proprio per coprire l'alone. Vi piace?

21 luglio 2011

20 settimane e tutto va bene!!

Sono giá 20 settimane che ciccino nel pancino fa parte della famiglia e comincia ad essere una presenza viva ed attiva. Sembrano così lontani i momenti in cui facevo fatica a rendermi conto che una vita cresceva in me ed ancora più lontani i momenti in cui aspettavamo trepidanti che quel test diventasse positivo per ballare tutti insieme, festanti; noi tre, con i nonni che ci guardavano sorridendo.
Ieri finalmente è arrivato il momento dell'ecografia morfologica ed abbiamo saputo che il nostro cucciolo sta bene, ha un bel testone, delle cosciotte stupende (si vedevano così bene ^__^ ) e sogna giá delle belle mangiate perché non aveva solo il dito in bocca ma tutta la mano (bravo ciccino allenati che ti aspetta il lattuccio di mamma e dipende anche da te avere o meno tanta pappa).
Mi sembra di aver detto tutto...come dite? Ho dimenticato una cosa??? Va bene ve lo dico, del resto io sono quella a cui non si possono regalare prima le uova di pasqua perché le apro subito :p
È JACOPO!!! Ed anche questa volta il nome ce l'ha detto lui, vuol dire "protetto da Dio" inoltre Matteo dovrà stare attento perché il giovane Jacopo pare sia riuscito ad acquistare la primogenitura dal fratello Esaù per un piatto di lenticchie ;)
Matteo, il nostro "dono di Dio" non doveva nascere, almeno secondo la ginecologa che ci seguiva all'inizio, che ci ha detto di tutto per farci abortire, ma noi non abbiamo voluto ed abbiamo cambiato medico. Così Matteo è nato ed è per noi un miracolo ogni giorno, vedere questa creatura crescere e manifestare le sue doti, lui che non era destinato alla vita, ci è stato donato come il più splendido dei tesori.
Visto che nella nostra vita il Signore ha operato sempre dandoci grandi gioie (e visto che ci sono volevo dirgli grazie anche perché non sempre è stato facile seguire la strada che ci porta alla felicità, così l'abbiamo gustata fino in fondo quando è arrivata) così abbiamo affidato a Lui anche questa vita. Sapevamo che era maschio dal momento in cui ci è venuto in mente il nome Jacopo, al quale non pensavamo minimamente, ma solo ieri ne abbiamo avuto la certezza. Il Signore ha protetto anche questa vita, o forse ha protetto noi, sapendoci troppo piccoli ed incapaci di sostenere un dono diverso e speciale.
In questa gravidanza non riesco a fare altro che ringraziare, scusate se vi annoio ma non posso non farlo, specialmente conoscendo le storie di tante mamme con un cuore più grande del mio e che non hanno la stessa mia serenità.

12 luglio 2011

Un pò spaesata ma soddisfatta

Qualche giorno fa sono andata in uno di quei grandi negozi a marchio per bambini sperando di trovare un regalo carino per una coppia di amici che ha avuto il secondo bimbo. BENVENUTO TOMMASO!!!
Sono molto contenta perchè ho trovato un bellissimo pagliaccetto in cotone bio ed avevo anche l'imbarazzo della scelta, visto che c'era tutta una linea di prodotti in cotone organico che va dall'intimo all'abbigliamento.
Non entravo in quel negozio da parecchio (almeno due anni e mezzo) ed ovviamente c'erano stati molti cambiamenti, ma non ho avuto problemi a trovare quello che cercavo visti i mega cartelli indicanti le fasce d'età piazzati sopra i vari scaffali; ho cercato di dare un'occhiata alle novità per la "cura" dei bambini e visto che in passato oltre a tanta roba inutile avevo trovato anche cose inusuali ed utilissime (che ho prestato e che uso anche ora ma che soprattutto ho comprato perchè avevo un buono, altrimenti si può vivere anche senza, come per moltissime cose) come l'abbassa cintura che mi ha permesso di viaggiare comodamente ed in sicurezza per tutta la gravidanza (mi sono sentita dire spesso "ma tanto in gravidanza puoi non mettere la cintura" ma mai "brava, devi stare ancora più attenta, porti una vita in grembo e devi occupartene come e più della tua"... mah!).
Visto che sono iniziati i saldi e fino ad ora non abbiamo comprato niente, ho pensato di cercare qualcosa anche per Matteo ed ho iniziato a cercare il logo "organic cotton" tra i vestiti per i bimbi più grandi, ma ovviamente non l'ho trovato, poi ho pensato di prendere comunque qualcosa di carino e tra tutte le montagne di magliette, pantaloncini ecc non sono neanche riuscita a mettere le mani, ero disorientata, confusa, non riuscivo a dirigermi verso nessun mucchio perchè non sapevo che criterio di scelta usare, era tutto troppo grande e pieno di occhi di questo o quel personaggio che mi guardavano talvolta ammiccanti altre minacciosi dalle varie magliette appese in giro. Così anche questa volta non ho comprato niente ma va bene così, in fondo non mi serviva niente e volevo solo provare di nuovo l'ebrezza di acquistare qualcosa in saldo. L'ebrezza non c'è stata e l'acquisto diventava inutile, così sono andata via, non prima di aver fatto la mia bella fila alla cassa ed aver visto il manuale di puericultura che danno di solito in omaggio alle mamme (omaggio che a me non è stato offerto, chi sa perchè); vi dico solo che la copertina è un collage di foto di prodotti più o meno utili, ma non c'erano nè mamme nè bambini...l'essenziale è invisibile agli occhi!
I saldi mi fanno sempre riflettere molto, sia sui nostri comportamenti che su quelli del mercato. Mi chiedo sempre quanto deve costare al negoziante il singolo prodotto se vendendolo alla metà del prezzo continua a guadagnarci e perchè le persone credono di fare un affare solo perchè hanno pagato meno rispetto al prezzo del cartellino e non s'indignano pensando che quel prodotto normalmente ha un prezzo spropositato?!! Comunque sono proprio soddisfatta di aver trovato quello che cercavo e nient'altro.
Come cambiano le cose!! Solo un anno fa l'atteggiamento verso i saldi era molto diverso, diventavano quasi una terapia, un modo per tirarsi su il morale; oggi sono un modo per prendere coscienza del cammino che si sta percorrendo e di come la libertà può avere molte forme.
Qualche acquisto però l'ho fatto (anche se prima dei saldi), ma prima mi sono decisa a dar via magliette e pantaloni che non indossavo più da molti anni e tante altre cose devo ancora convincermi a buttarle, aspetto la fine del prossimo allattamento e poi mi libero di tutto il resto del superfluo. Ormai l'ho detto e non posso più tirarmi indietro, ma che fatica separarsi da certi ricordi!

8 luglio 2011

C'erano una volta due gemelli e la donna albero

No, non aspetto due gemelli, anche se mi sarebbe piaciuto, mia nonna però li ha avuti 50 anni fa ed ultimamente me lo racconta spesso.
È bellissimo starla ad ascoltare e cercare di capire il senso dei suoi discorsi tra i ricordi annebbiati dal tempo ed il dialetto che con gli anni diventa più stretto. La nostra avventura nella memoria nasce con il piccolo che rotola nella mia pancia, quando le dissi "chi sa se sono gemelli?" lei, madre di tre figli, che cinquant'anni fa crebbe da sola i suoi bambini, col marito a lavorare lontano, senza tate, senza nido e senza parenti che potevano/volevano aiutarla, consumata dal lavoro, dalla fame e dalla solitudine, mi ha risposto "però so belli i gemelli!".
Mia madre, gemella, sosteneva di non essere stata allattata solo con latte materno e che fosse impossibile allattare due gemelli (forse ha seguito un corso alla chicco ;p ) mentre io continuavo a ripeterle che sebbene faticoso si poteva fare. Così chiesi a nonna come aveva fatto lei in un periodo in cui neanche si sapeva cosa fosse la formula e lei candidamente mi ha detto che si, le avevano consigliato anche all'epoca di dare delle aggiunte ai suoi bambini ma che dopo aver provato ha buttato tutto e se li è attaccati al seno quanto volevano fino ad oltre un anno, "e così si so' fatti grossi". Ho indagato un pò facendole varie domande e mi sono resa conto che ricordava tutto benissimo, chi sa se riuscirò a conservare anch'io così chiaramente il ricordo dei miei figli piccoli.
Ieri l'ho chiamata e tra una chiacchiera e l'altra le ho chiesto come portava i bimbi e lei candidamente "in braccio! Mica ci stavano tutti 'sti cosi che ci stanno mo! Quelli poi si facevano grandi e pesavano pure (segue esclamazione tipica, intraducibile, che sottintende un "e che ti credi tu!")". Le ho chiesto se usava qualche supporto come la fascia che uso io ma sembra che non si usassero dalle sue parti, ma indagherò meglio.
Ultimamente sto cercando di capire meglio i vantaggi dell'infagottare i bimbi ed ho pensato di chiederle anche questo. Dopo avermi spiegato come posizionava la stoffa tra le gambe "perché quelli poi si pisciavano" (che tenera la mia nonnina, quando le ho detto che usavo i lavabili mi ha detto "brava! Che devi fa con ste cose di plastica!"), mi ha detto che per fasciarli (così venivano dritti) usava un tessuto di cotone largo 50cm e lungo 3m, che avvolgeva intorno al bambino e fermava con dei lacci. Su questo punto non ho capito tutto perché nel cercare di spiegarsi meglio e di esprimersi in italiano ha fatto tanta confusione ^__^ Lacci a parte in estate lasciava piedi e braccia fuori dalla fasciatura.
Immagino questa ragazza di circa trent'anni fare i lavori con in braccio questi due fagotti ed una bimba che le trotterellava dietro attaccata alla gonna e si trasforma davanti ai miei occhi in un enorme albero che cresce, fa ombra, produce frutto e nello stesso tempo offre sostegno a dei bimbi che si appoggiano a lei e giocano tra i suoi rami.
Voglio essere una donna albero anch'io.

6 luglio 2011

Metodo "Mamma Me"

Un pò per insicurezza, un pò per amor di conoscenza, un pò perchè mi piace, ho sempre letto è studiato volentieri (va be a scuola non era così per tutte le materie). Soprattutto quando mi imbarcavo in una nuova avventura mi documentavo e cercavo di arrivare "preparata"; così è stato anche per la maternità.
Credo che l'educazione sia la chiave per costruire un mondo più giusto, e su questa base mi sono sempre interessata all'argomento; sono stata educatrice scout, mi sono dedicata all'educazione allo sviluppo col servizio civile e dopo, in parte, col lavoro, ho sempre portato con me le mie esperienze ed ho imparato tanto da ciascuna di esse, da mamma, poi, mi sentivo ancora più coinvolta e motivata ad apprendere ciò che potevo per portare avanti il mio compito nel migliore dei modi. Così quando ho saputo di avere un cucciolino nella pancia ho cominciato a guardarmi intorno per capire cosa potevo fare per lui oltre a curarlo, lavarlo, vestirlo, nutrirlo ecc, avevo già le mie idee ed ho sempre creduto che attenzione e buon senso fossero un buon ago da seguire ma volevo capire ciò che non immaginavo, volevo scoprire cosa c'era da scoprire e così è cominciata un'interessante avventura esplorativa. Ho sempre cercato il confronto e da li sono partita, ho parlato con amici che avevano già avuto figli, con coppie che avevamo incontrato ad un corso sulla famiglia ( In coppia con Dio ) e rileggendo un pò la nostra storia di figli. Il primo approccio con la letteratura del settore è stato con il famigerato "Fate la nanna" che scherzosamente abbiamo ribattezzato con "teoria dell'abbandono"; inizialmente ci sembrava fantastico, una genialata, il bambino non sa nulla e tu gli insegni tutto, a mangiare, a dormire a fare la pupù nel vasino ecc, tant'è che l'abbiamo pure regalato ('tacci nostri!).
Una cosa buona però l'abbiamo imparata, va be, forse due, che tutto sommato ci vogliono dei ritmi e non puoi farti travolgere dagli eventi e che i bambini quando nascono non sanno niente, nel bene e nel male. Più ci pensavamo e più ci sembrava assurdo lasciar piangere un bambino inerme per tutto quel tempo, anche perchè il piccolino in questione non è che non sa proprio niente, sa che può contare solo sulla mamma che è parte di lui o lui stesso (su questo punto il cucciolo è un pò confuso, bisognerà aspettare parecchi mesi prima che capisca di essere un'entità separata dalla mamma) e che faccio lo abbandono?! sarò una madre debole ma se mio figlio piange c'è un perchè, non credo sia un manipolatore.
Accantonata la teoria dell'abbandono e quello che si porta dietro ci siamo accorti che il modo in cui eravamo cresciuti ci aveva segnati profondamente e soprattutto che ci aveva resi felici. L'avventura dello scoutismo è stata travolgente e fondamentale perchè oltre alla vita all'aria aperta, alla vita comunitaria con coetanei ed adulti, siamo stati liberi di crescere e di scoprire chi volevamo essere, in allegria e sperimentando la vita in tutte le sue dinamiche.
Partendo da questo abbiamo scoperto tantissimi punti in comune con il metodo montessoriano e steineriano ed abbiamo imparato quali sono le competenze del bambino nelle varie fasce d'età, abbiamo scoperto tanti strumenti interessanti e come proporli al bambino ma la cosa più bella che abbiamo imparato è che i nostri genitori pur non conoscendo nessuno di questi metodi hanno applicato in buona parte principi simili. Certo ci sono tante cose che avrei da dire sul rispetto del bambino e sul considerarlo un essere capace di intendere e di volere, con idee proprie che non sempre sono esattamente aderenti a quelle insegnate ma proprio queste osservazioni spero mi aiutino a correggere il tiro nel mio modo di educare i miei figli.
Oggi (anzi da un bel pò ;p ), in attesa del secondo cucciolo, credo di aver capito che il metodo che intendo applicare nell'educare i miei figli è il mio, anzi il nostro, quello che nasce e si sviluppa ogni giorno interrogandoci insieme a papino su come stiamo crescendo tutti insieme, sulla strada che ci ha portati fin qui e su dove vogliamo andare.
Il nostro metodo si basa sull'ascolto, sul rispetto reciproco e sul vivere insieme, il resto non è possibile specificarlo o descriverlo perché cresce cambia e si adatta alla vita ed alle esigenze di ciascuno. Detta così sembra che siamo tutti peace and love ma tranquilli, abbiamo i nostri alti e bassi, siamo umani e qualche volta strilliamo, litighiamo e non sempre riusciamo a trovare soluzioni armoniche, specie con un bimbo di due anni e mezzo, ma abbiamo una rotta ed intendiamo seguirla…chi sa dove ci porterà!?!

1 luglio 2011

Mamma qui e la

Questa mattina avevo finalmente casa in ordine (va be più o meno, diciamo che mi accontento), papino ha portato cucciolo all'asilo ed io mi sono finalmente fatta una bella doccia rilassata e rilassante, cosa che tra qualche mese non sarà più possibile ma i piccoli crescono in fretta. Ho anche pensato di mettermi a cucire un pò, ho tante di quelle cose da fare che non so da dove cominciare. 
Ma non avevo fatto i conti col mio cervello, che quando meno me lo aspetto comincia a viaggiare ed a fare collegamenti apparentemente assurdi, per poi ritrovarti nel giro di pochi minuti\secondi con un'idea ben chiara nella testa. Ora il problema è mettere in ordine i pensieri e scrivere.

ok, è già da un pò che sono davanti allo schermo e non riesco ad iniziare, facciamo così io scrivo, voi se non capite me lo dite :p 

Mentre sistemavo i letti e mettevo in ordine un pò di cose ho pensato a quanto sono felice per questa famigliola che piano piano cresce in numero e matura nella relazione, a quante cose stiamo imparando ogni giorno insieme nonostante le difficoltà. Non che ci siano problemi catastrofici, ma il non avere la possibilità di acquistare una casa (se non molto molto piccola), le piccole grandi arrabbiature sul lavoro di papino (che vorrei aiutare, ma più che ascoltarlo e fargli vedere quante cose meravigliose impara cucciolo, non posso fare), il tempo che passiamo tutti insieme che è sempre troppo poco (va be noi abbiamo un pò la sindrome dello scoglio ma papino esce la mattina e torna la sera e ci mette un'ora ad andare e tornare, quindi stiamo davvero insieme solo in sabato e la domenica), delle volte ci fanno perdere di vista i veri problemi, quelli che fanno stare male sul serio, quelli che non si risolvono solo affrontando la vita col sorriso.
Tutti questi pensieri si confondevano con "ora vado di la, scelgo delle belle stoffine e mi metto a fare un pò di giochini, per ciccino nel pancino" oppure "chi sa come sarà questo piccolino? Matteo è sorridente, testardo, vivace ecc...e se questo sarà un pò musone? saprò vederlo per quello che è senza fare paragoni, senza aspettarmi comportamenti simili a quelli del fratello?", "che bello tra poco porterò di nuovo un cucciolino minuscolo nella fascia ^__^ "ecc....
Ad un certo punto una serie di immagini del portare mi si sono accavallate davanti agli occhi. Ho visto le foto delle mamme e dei papà del gruppo su Facebook, ho visto me e la mia amica andare a spasso per Assisi con i nostri piccoli sulla schiena, mi sono tornate in mente le discussioni sulle critiche che si ricevono quando andiamo in giro con i nostri bimbi in fascia e le immagini di donne africane che portano i figli mentre lavorano e fanno mille cose, donne che probabilmente fantasticano molto meno di noi sul bimbo che portano in grembo. O forse no. Magari laggiù le donne sognano quello che sogniamo noi per i loro figli, magari tra una faccenda e l'altra riescono a costruire un giochino per i loro cuccioli, o forse hanno il cuore più grande del nostro perchè non hanno un blog su cui scaricare mille pensieri e condividerli ricevendo risposte di mamme che la pensano più o meno come te. Forse quelle mamme desiderano tanto un pò di tempo e mi piacerebbe così tanto reagalargliene un pò.
L'altro giorno mia madre mi ha detto (mentre eravamo spaparanzate sul divano e tutti gli altri sonnecchiavano) "i miei genitori non si sono mai potuti fermare a riposare..."; è così che immagino quelle donne con i loro bambini, donne che non hanno il tempo di riposare, che sanno vivere con lentezza ed essenzialità ma che non possono fermarsi a farsi tutti i problemi e le elucubrazioni mentali che ci facciamo noi (o forse me le faccio solo io, non so), che sognano per i propri figli la salute (nel senso più banale del termine, non pensate a chi sa che), un pasto al giorno, magari la possibilità di studiare, senza doversi per forza spaccare la schiena fin da piccoli e se proprio gli dice bene un matrimonio sereno. 
Noi invece ci facciamo venire l'ansia se il piccolino ha due linee di febbre e chiamiamo la pediatra già con la tachipirina in mano, ci preoccupiamo se mangiano solo il primo e non vogliono il secondo, gli diamo il gelato a merenda perchè con questo caldo gli fa bene (no, è buono, con questo caldo gli fa bene la frutta) e litighiamo con gli insegnanti se hanno sgridato il nostro principino (che diciamoci la verità è bello sentirlo parlare tutto il giorno, farsi domande e scoprire il mondo, ma magari alla maestra tutti sti perchè ecc moltiplicati per 25 a volte scassano un pò le balle. Quando va bene, perchè spesso dei bambini sanno essere dei veri teppisti e di solito sono proprio i loro genitori a litigare con gli insegnanti, ma questa è un'altra storia). 
Insomma, lo so che non è sempre così e che non siamo tutte così, anzi, ho scoperto un bel mondo di mamme blogger che amano condividere la propria visione di un mondo più giusto ed equo per tutti, che s'impegnano a realizzarlo partendo dall'educazione dei loro figli e mettendo a disposizione le cose che hanno imparato con loro; quello che mi stravolge il cervello è che non è così per tutte le mamme, nè qui nè la. Non tutte s'interrogano sulla vita che portano dentro e sul tipo di relazione che vogliono instaurare col proprio figlio, ci sono donne che fumano tranquillamente in gravidanza e che si permettono di trattare i figli come dei mentecatti solo perchè non hanno fatto esattamente ciò che si aspettavano. 
Adesso sto viaggiando di nuovo col cervello ed è meglio che mi fermo qui, ma penso a quante cose abbiamo in comune noi mamme, ad ogni latitudine, ed a quante cose ci differenziano e mi sforzo di accettare col sorriso  gioie e dolori che la vita ci porta, perchè quello che rimane ai nostri figli non sono le cose che abbiamo costruito per loro ma l'amore che ci abbiamo messo nel farli crescere, nonostante gli sbagli e le difficoltà gli resterà il nostro sorriso.
Lo so a volte sono un pò pesante, ma non riesco a credere di essere così felice e fortunata e non sapere cosa fare perchè anche altri possano esserlo e non voglio dimenticare di essere una privilegiata dando per scontata la felicità.