6 luglio 2011

Metodo "Mamma Me"

Un pò per insicurezza, un pò per amor di conoscenza, un pò perchè mi piace, ho sempre letto è studiato volentieri (va be a scuola non era così per tutte le materie). Soprattutto quando mi imbarcavo in una nuova avventura mi documentavo e cercavo di arrivare "preparata"; così è stato anche per la maternità.
Credo che l'educazione sia la chiave per costruire un mondo più giusto, e su questa base mi sono sempre interessata all'argomento; sono stata educatrice scout, mi sono dedicata all'educazione allo sviluppo col servizio civile e dopo, in parte, col lavoro, ho sempre portato con me le mie esperienze ed ho imparato tanto da ciascuna di esse, da mamma, poi, mi sentivo ancora più coinvolta e motivata ad apprendere ciò che potevo per portare avanti il mio compito nel migliore dei modi. Così quando ho saputo di avere un cucciolino nella pancia ho cominciato a guardarmi intorno per capire cosa potevo fare per lui oltre a curarlo, lavarlo, vestirlo, nutrirlo ecc, avevo già le mie idee ed ho sempre creduto che attenzione e buon senso fossero un buon ago da seguire ma volevo capire ciò che non immaginavo, volevo scoprire cosa c'era da scoprire e così è cominciata un'interessante avventura esplorativa. Ho sempre cercato il confronto e da li sono partita, ho parlato con amici che avevano già avuto figli, con coppie che avevamo incontrato ad un corso sulla famiglia ( In coppia con Dio ) e rileggendo un pò la nostra storia di figli. Il primo approccio con la letteratura del settore è stato con il famigerato "Fate la nanna" che scherzosamente abbiamo ribattezzato con "teoria dell'abbandono"; inizialmente ci sembrava fantastico, una genialata, il bambino non sa nulla e tu gli insegni tutto, a mangiare, a dormire a fare la pupù nel vasino ecc, tant'è che l'abbiamo pure regalato ('tacci nostri!).
Una cosa buona però l'abbiamo imparata, va be, forse due, che tutto sommato ci vogliono dei ritmi e non puoi farti travolgere dagli eventi e che i bambini quando nascono non sanno niente, nel bene e nel male. Più ci pensavamo e più ci sembrava assurdo lasciar piangere un bambino inerme per tutto quel tempo, anche perchè il piccolino in questione non è che non sa proprio niente, sa che può contare solo sulla mamma che è parte di lui o lui stesso (su questo punto il cucciolo è un pò confuso, bisognerà aspettare parecchi mesi prima che capisca di essere un'entità separata dalla mamma) e che faccio lo abbandono?! sarò una madre debole ma se mio figlio piange c'è un perchè, non credo sia un manipolatore.
Accantonata la teoria dell'abbandono e quello che si porta dietro ci siamo accorti che il modo in cui eravamo cresciuti ci aveva segnati profondamente e soprattutto che ci aveva resi felici. L'avventura dello scoutismo è stata travolgente e fondamentale perchè oltre alla vita all'aria aperta, alla vita comunitaria con coetanei ed adulti, siamo stati liberi di crescere e di scoprire chi volevamo essere, in allegria e sperimentando la vita in tutte le sue dinamiche.
Partendo da questo abbiamo scoperto tantissimi punti in comune con il metodo montessoriano e steineriano ed abbiamo imparato quali sono le competenze del bambino nelle varie fasce d'età, abbiamo scoperto tanti strumenti interessanti e come proporli al bambino ma la cosa più bella che abbiamo imparato è che i nostri genitori pur non conoscendo nessuno di questi metodi hanno applicato in buona parte principi simili. Certo ci sono tante cose che avrei da dire sul rispetto del bambino e sul considerarlo un essere capace di intendere e di volere, con idee proprie che non sempre sono esattamente aderenti a quelle insegnate ma proprio queste osservazioni spero mi aiutino a correggere il tiro nel mio modo di educare i miei figli.
Oggi (anzi da un bel pò ;p ), in attesa del secondo cucciolo, credo di aver capito che il metodo che intendo applicare nell'educare i miei figli è il mio, anzi il nostro, quello che nasce e si sviluppa ogni giorno interrogandoci insieme a papino su come stiamo crescendo tutti insieme, sulla strada che ci ha portati fin qui e su dove vogliamo andare.
Il nostro metodo si basa sull'ascolto, sul rispetto reciproco e sul vivere insieme, il resto non è possibile specificarlo o descriverlo perché cresce cambia e si adatta alla vita ed alle esigenze di ciascuno. Detta così sembra che siamo tutti peace and love ma tranquilli, abbiamo i nostri alti e bassi, siamo umani e qualche volta strilliamo, litighiamo e non sempre riusciamo a trovare soluzioni armoniche, specie con un bimbo di due anni e mezzo, ma abbiamo una rotta ed intendiamo seguirla…chi sa dove ci porterà!?!

1 commento:

  1. concordo su fate la nanna di Estevill..sembrava una gran scoperta ma poi non così tanto...i miei alla fine si sono abituati..ci vuole tempo..ascoltare i bisogni e tanta pazienza..anche io mi sono sempre documentata soprattutto x amore dei miei figli ma per migliorare quanto già fa in automatico una mamma..i nostri genitori ci hanno cresciuto e soprattutto i nonni dei nonni senza tanti libri o consigli e siamo sopravvissuti..certo ora la conoscenza è positiva su tante cose ma a volte tornare all'istinto e ai metodi naturali non è poi una brutta idea...augurissimi per il secondo allora.. :)

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