24 febbraio 2011

Il vestito da rebus per tutta la famiglia

Come ogni mattina a colazione ci ritroviamo tutti a tavola e io me ne esco con qualche idea geniale da dire a papino che si è appena svegliato e c'ha il cervello di un bradipo, mentre io, che sono sveglia da più di un'ora pretendo anche che mi risponda e si ricordi della conversazione :D
Questa mattina sono stata clemente e, mentre cucciolo a suon di morsi sagomava biscotti e fette biscottate con cui giocare, ho detto solo che mi sarebbe piaciuto fare un vestito di carnevale per tutti e tre, ad esempio da "Mago di Oz" (pensavo ad un vestito da leone, uno da Doroty ed uno da uomo di latta).
Luigi mi ha sorriso tutto contento dicendo "posso fare "di!".
Non l'avesse mai detto! Si è svegliato il neurone della creatività ed è nata l'idea del vestito da rebus.
Matteo avrebbe fatto il mago, Luigi  avrebbe indossato una maglietta bianca con il "di" ed io una con la scritta "io" sbarrata (ovviamente avrei dovuto assumere un atteggiamento pigro se no il rebus non si capisce).
Non è geniale!! :D

Per il vestito da mago guardate qui

23 febbraio 2011

Eco-Coriandoli

Che bello il carnevale!! L'ho sempre adorato, soprattutto perchè il vestito lo facevamo la mia mamma ed io e non c'erano limiti, potevamo fare qualsiasi cosa, non era importante il risultato, la mia soddisfazione è sempre stata quella di poter dire "questo l'ho fatto io!" Mi ricordo una volta, alle elementari, in cui volevo assolutamente vestirmi da Dartagnan, era il mio cartone animato preferito del periodo, così mamma prese una federa banca e con un paio di colpi di forbice ed un pennarello rosso la federa divenne una stupenda casacca da moschettiere. C'era solo un problema, il mio eroe aveva un ciuffo sulla fronte che era impossibile da rifare, neanche usando una superpotentissima lacca degli anni ottanta. Ma perchè perdersi d'animo, con un elastico ho fatto un ciutto sulla fronte raccogliendo i capelli della frangia che, essendo corti, restavano all'insù nella posizione desidearata ed io raggiante andai a scuola con la mia federa, la spada di plastica ed il ciuffo tra abiti scintillanti di fate e principesse.
il mio eroe mi approva ;)
Mi ricordo mamma felicissima della mia gioia e papà stupito di come mi accontentassi facilmente. Anche oggi, ricordando l'episodio sono strafelice di quella maschera, a dire la verità mi sembra di non ricordarne altre.

Ma volevo raccontarvi di un'altra cosa che faceva la mia mamma e che oggi trovo geniale. 
I CORIANDOLI!!! Ho avuto la fortuna di avere una madre casalinga che mi ha insegnato tante cose e che si è dedicata a me al 100% ma ogni tanto anche lei aveva bisogno di una pausa e così, quando venivano i miei amici a carnevale, prima di uscire ci metteva a fare i coriandoli. Ci dava giornali e riviste e ce li faceva ridurre a pezzettini con le mani perchè, secondo lei, volavano meglio di quelli tagliati con le forbici (secondo me era per non farci usare le forbici, voi che dite? ;) geniale la mia mamma) e poi uscivamo e giocavamo a lanciarci i coriandoli fatti da noi. Nel frattempo lei era riuscita anche a sbrigare qualche faccenda. Per non farci annoiare di tanto in tanto veniva a controllare quanti coriandoli avevamo fatto e ci spronava a farne ancora, facendoci gareggiare tra di noi. 
Provate anche voi e magari fatene anche alcuni usando la buca-fogli. Non credo avessimo una buca-fogli all'epoca in casa.
Brava la mia ecomammamontessorianaistintivaechipiùnehapiùnemetta ;)

19 febbraio 2011

A cena fuori…ossia…alla ricerca di un ristorante “adatto”.

Rispetto a quando ci siamo conosciuti, mangiare fuori casa con la mia adorata mogliettina non è più cosa facile. Agli inizi ogni posto era buono: pizza, cinese, messicano, kebab, McDonald (e si, anche quello!), bastava decidere e mangiare.

Poi, man mano che si prendeva coscienza del mondo circostante e della pancia di papino che strabordava, alcune di queste soluzioni cominciarono a non essere più considerate (indovinate la prima???).
Il colpo di grazia alla libertà di fermarsi “nel primo posto che capita” e mangiare è arrivò con l’allergia al latte di Barbamamma; pian piano le nostre abitudini sono cambiate, andiamo tranquillamente a cena fuori quando capita, ma scegliere il ristorante, o più semplicemente, scegliere nel menù è spesso difficile.
Non avevo idea, e penso mai l’avrei avuta, di quanto formaggio ci sia sulle nostre tavole e nelle nostre ricette, e sebbene io non sia allergico, vi assicuro che mangiare una cosa buona senza poterla condividere con l’altro non dà la stessa gioia.
Per questo ogni volta che troviamo un ristorante “adatto” alle nostre esigenze siamo sempre felici.

Quello scoperto sabato scorso, però, ha un qualcosa di particolare…è “adatto” per antonomasia essendo un ristorante “Kosher” (che vuol dire proprio “adatto”). Per chi fosse interessato ad approfondire può leggere qui.
Sapevamo già qualcosa della cucina ebraica e kosher, quello che non sapevamo è che il divieto di mischiare carne e latticini implicasse, di fatto, il divieto di introdurre latte e derivati nella cucina (avendo scelto di cucinare carne!).
Barbamamma era abbastanza felice all’idea di poter ordinare liberamente dal menù, anche se, avendo mangiato carne anche a pranzo non era proprio al settimo cielo…ma le immutabili sfere celesti avrebbero dovuto attenderla molto.
Arrivati al dolce eravamo pronti alla solita domanda (per noi ormai retorica) “avete, per caso, qualche dolce senza latte e derivati?, sa sono allergica…” e non ci aspettavamo la risposta del cameriere: “signora, come le ho già detto, qui non utilizziamo in nessun caso latte e derivati…le elenco i dolci?...allora abbiamo del tiramisù….”.
TIRAMISU’???? SENZA LATTE??? Nonèpossibilelovogliosonoannichenonlomangiolovogliosipermequello!!!!
(scrivo tutto attaccato perché non credo che nel cervello di Barbamamma ci sia stato un solo millisecondo di pausa).
Ebbene si! C’era, ed era anche buono!!! Così come la “millefoglie scomposta” che avevo ordinato io e che ho lasciato per metà ad una scodinzolante mogliettina, piuttosto che la fetta di torta alla crema di castagne ordinata tra lo stupore mio e del cameriere!
La gioia di Barbara nel poter mangiare finalmente un dolce a fine pasto è ben spiegata dalla foto...
…la mia la affido a questo post.

Concludo parafrasando parole non mie…”tornerò presto al ristorante YESH del quale non sarò mai sazio”…(a voi scoprire la fonte!).

18 febbraio 2011

Facciamo l'allegria!

Qualche giorno fa ho dato per la prima volta a Matteo la colla, avete presente quella viola che diventa trasparente quando si secca? Ecco, proprio quella!
Per prima cosa ho preparato tanti pezzetti di carta velina colorata in un contenitore ampio, un bel foglio grande bianco e lo stic di colla (perfetto perchè puoi regolare mano mano quanta colla fargli usare). Quando ha visto tutto il materiale pronto si è fatto una gran risata ed ha detto "facciamo l'allegria!!!" Che felicità! si è divertito tantissimo...ed io con lui :)))))))



17 febbraio 2011

Tagliarsi i capelli da sole

Fino all'estate scorsa, a parte la parentesi del matrimonio, non mi facevo tagliare i capelli dal parrucchiere da almeno dieci anni. Il taglio era più o meno sempre lo stesso, abbastanza lungo e scalato. Qualche volta erano più corti e molto scalati, altre un pò più lunghi con la frangia, fatto sta che li ho sempre tagliati da sola. Ho cominciato sistemando le doppie punte e piano piano ho preso confidenza con pettine e forbici e la cura dei miei capelli è stato mio esclusivo appannaggio, con grande soddisfazione del portafoglio, della gestione del tempo (non ho mai sopportato aspettare dal parrucchiere) ed estetica (non sarò sta gran parrucchiera ma almeno me li faccio come dico io). Sia chiaro, riesco a tagliarli solo a me stessa e non faccio niente di complicato, ma riesco a tenerli in ordine.

Visto che ultimamente ho parlato spesso di decrescita e di fai-da-te, vi spiego come faccio a tagliarmi i capelli da sola e con questo post inauguro la serie "Manuale pratico di decrescita" e vi invito a mandarmi tutti i link che avete consultato per imparare a far da soli qualunque cosa, dal pane al formaggio, dal cucito alle riparazioni in casa ecc. Vediamo se riusciamo a creare insieme questo manualetto. Ovviamente se avete scritto dei post al riguardo mandate i link anche di quelli, ci sarà spazio per tutti. Qualcuno lo conosco ma potrebbe sfuggirmi qualcosa.

Torniamo al taglio dei capelli. Per ora non ho foto ma aggiornerò il post appena possibile.
Per ottenere un taglio scalato faccio così:
  1. con i capelli bagnati mi metto a testa in giù e li pettino fino a distribuire uniformemente i capelli ed eliminando tutti i nodi
  2. se li voglio più lunghi, prendo i capelli dietro la nuca e li porto avanti all'altezza della frangia e taglio tutti alla stessa altezza (preferisco partire a tagliare dalla frangia così sono più sicura di tagliare dritto, prima a destra e poi a sinistra, avendo il taglio centrale della frangia come riferimento)
  3. col pettine controllo che non ci siano ciocche più lunghe e correggo eventuali imperfezioni
  4. alzo la testa e tiro all'indietro i capelli spazzolandoli
  5. controllo che il taglio sia simmetrico e che la lunghezza sia quella desiderata 
  6. se sono soddisfatta asciugo altrimenti ripeto il tutto o correggo le eventuali imperfezioni con l'aiuto dello specchio.
  7. se li voglio più corti, col capo chino, divido in due metà i capelli e faccio in modo che quelli sulla nuca scivolino ai lati del collo (quindi davanti ci saranno solo i capelli della frangia) e li pettino per eliminare i nodi 
  8. bisogna fare molta attenzione che il taglio sia davvero alla stessa altezza e che, partendo dalla frangia, non si vada a degradare troppo sui lati, altrimenti verranno più lunghi
  9. procedo come dal punto 3
Con questo metodo avrete la frangia scalata più o meno come gli altri capelli (sempre un pò più corta ad incorniciare leggermente il viso), se vi piace abbastanza lunga potrete lasciarla così o, guardandovi allo specchio, potrete dividerla dagli altri capelli (che raccogliere te con un mollettone così non vi disturberanno nel taglio) pettinarla bene con un pettine a denti stretti (che avrete usato anche per tagliare il resto dei capelli, così da aiutarvi ad andare dritti) e dividerla al centro. Usate il pettine per individuare la linea di taglio che volete dargli, in genere io lo metto in diagonale dal sopracciglio all'orecchio o un pò più in basso, da questa inclinazione dipenderà il grado di "scalatura" (non credo si dica così ma "famo a capisse" ;p ). Se vi piace corta ad altezza sopracciglia, dividete sempre la frangia dagli altri capelli, pettinatela bene e raccoglietela al centro della fronte. Facendo attenzione cominciate ad arrotolarla su se stessa, formando una specie di salsicciotto ritorto che va dall'attaccatura dei capelli fino al centro della fonte, tra le sopracciglia. ATTENZIONE perchè il salsicciotto non va arrotolato proprio fino all'attaccatura, ma varia a seconda della conformazione delle persone (fronte alta, bassa ecc), io ho la fronte alta e di solito arrotolo fino a metà fronte, altrimenti i capelli laterali tirano troppo. Da quanto arrotolerete e da quanto in alto taglierete, dipenderà la lunghezza della frangia, io tengo la testa dritta, arrotolo fino a metà fronte e taglio all'altezza delle sopracciglia, in questo modo ho una frangia che scende di pochi millimetri sotto le sopracciglia, dritta ma che degrada leggermente verso il basso sui lati. Come al solito pettino bene, controllo se ci sono imperfezioni ed asciugo. Se non vi piace che degradi sui lati potrete aggiustarla aiutandovi con specchio e pettine.

Spero di corredare al più presto con foto, per ora son troppo corti per fare delle foto chiare, nel frattempo se avete dubbi, incertezze o perplessità, sono a vostra disposizione.

Casa baby friendly - il bagno

Sempre alla ricerca di soluzioni per accompagnare cucciolo nella crescita e nella sua acquisizione di autonomia, ecco il bagno baby friendly in stile montessoriano (che ci piace assai :p ).
Il bagno è quello che è, non ci fate troppo caso, siamo in affitto. Spero di trovare presto una soluzione per i tubi della lavatrice, intanto cucciolo li ignora e questo è un bene.
Per il porta asciugamano ho usato un buco nelle mattonelle (i vecchi inquilini avevano fatto buchi ovunque e quando posso cerco di usarli invece di farne altri) ed un tulipano di legno che Luigi mi aveva portato da un viaggio in Olanda. Finalmente gli ho trovato un posto, saranno almeno sei anni che gira per casa. Povero amore che ha pensato di regalarmelo perchè non mi piace condannare i fiori a morte sicura (ho il pollice verde petrolio). L'idea mi è venuta da diversi blog che seguo, ma il mio cervello ultimamente rifiuta di funzionare a dovere e proprio non riesco a ricordare dove l'ho visto. Sicuramente da Glores, che ha condiviso su facebook tante idee e spunti utili, ma dove ho visto lo specchio dell'Ikea che poi ho scelto non mi viene in mente. Amiche se volete mettete il vostro link tra i commenti ed aiutate una povera madre stanca a riattivare il cervello.
Dimenticavo, se come me vivete un periodo in cui non siete proprio pazientissime, aspettate, sarà meno stressante per voi e per il vostro bambino.
Per salvare l'orribile pavimento bianco a buccia d'arancia che si sporca solo a guardarlo ho messo tra "lavandino" e asciugamano un bel tappeto da bagno a forma di ape, comprato per la cameretta ma mai usato.



15 febbraio 2011

Sushi Valentine

Va be lo ammetto, anch'io ho preparato qualcosa di speciale per papino ieri sera.
Visto che amiamo il sushi ma che non riusciamo ad andare a mangiarlo quando vogliamo ho pensato di cimentarmi io stessa nella preparazione. L'idea mi è venuta quando ho letto il post di "Non tollero il lattosio" un pò di tempo fa. Andate a sbirciare la ricetta perchè è semplice e chiara, l'unica variante per me è stata lascelta del riso, ho usato un normale riso per risotti perchè non ho trovato altro.
 E questo è il risultato.



Anche se non si vede il pesce è tagliato a forma di cuore ed anche alcuni maki hanno la tipica forma a cuore. 
Non ho usato pesce crudo ma per sicurezza solo tonno e salmone affumicato.
Per Matteo invece ho finito la nuova bambola waldorf che posterò un'altra volta (questa volta è venuta meglio).
E voi cosa avete fatto di bello?

Porta la sporta - fai da te

Ormai lo sappiamo tutti, i sacchetti di plastica sono banditi e tutti i supermercati si sono affrettati a riempirci di sacchetti con il loro logo. Che fatica far capire ai clienti che era meglio comprare il loro sacchetto riutilizzabile piuttosto che un altro e quanta pubblicità gratuita da oggi in poi. per carità, ben venga se questo aiuta ad inquinare meno, ma con tutte le cose che possiamo riutilizzare in casa credo che prima di comprare decine di sacchetti (ops! l'ho dimenticato, va be lo compro che me poi lo riuso) potremmo trovare una soluzione per farci da soli un sacchetto riutilizzabile e poco ingombrante (fino ad ora ho trovato comodo solo quello in rete del NaturaSi).
Ecco la mia idea:

prendete una vecchia canotta

piegatela facendo combaciare le cuciture laterali

cucite al rovescio

rigirate ed impunturate

piegatela a triangolo come una normale busta di plastica.
Non è troppo ingombrante e sta comodamente in borsa.

Ho aggiunto un vecchio calzino come tasca per
cellulare, portafoglio e chiavi, così se scendete
un attimo sotto casa non dovete portare anche
la borsa.

Avevo pensato di fare una tasca con qualche forma carina ma poi ho trovato il calzino ed ho preferito riciclare quello, ma voi che siete più bravi di me saprete far diventare la vostra sporta bellissima.




14 febbraio 2011

Grazie mamma per la fronte alta

Questo titolo mi gira per la testa dal primo anno di università ed è il punto a cui sono arrivata dopo una lunga riflessione, che dura fino ad oggi ma che credo continuerà.
Da sempre mi trovo circondata da etichette, da stereotipi in cui vengo (ma credo di poter dire veniamo) identificata da persone che hanno bisogno di collocarti in un contesto, inscriverti entro dei limiti percettibili per riuscire a comprenderti, spiegarti, accettarti.
Per anni sono stata quella che era sempre col sorriso e che non poteva permettersi di avere i muscoli facciali stanchi, ma sono riuscita a far capire a chi mi sta intorno che a volte ho bisogno di distendere il viso, non per questo sarò meno felice, a volte ho bisogno di piangere, perchè le mie emozioni sono così forti che non riesco a contenerle tutte ed a volte semplicemente non mi va o c'è poco da ridere.
Poi sono stata quella strana, quella fuori dal tempo perchè le mode, di qualunque tipo, non mi hanno mai convinta fino in fondo. Non che ne fossi immune, solo che mi piace prendere dalle cose quello che mi va non quello che va agli altri.
Poi sono stata l'idealista, guardata con affetto da chi sapeva che tanto crescendo avrei messo i piedi per terra, e sta ancora spettando che cresca.
Poi sono stata quella determinata, che ha lottato per realizzare i suoi sogni, per avere il lavoro della sua vita senza dover dire "grazie" a nessuno (perchè io sulla mia fortuna ci sono seduta solo perchè mi sono fatta un c..o così!).
Poi sono stata quella che si è fatta prendere troppo dalla gravidanza, che non ho ancora capito bene che vuol dire.
Ora sono....non lo so che altro mi vogliono scrivere in fronte, ma tanto c'è spazio ;) fate pure.

In tutto questo per fortuna c'è chi sa vedermi come mi vedo io e che cammina insieme a me, che non ha bisogno di appiccicarmi un'etichetta in fronte per parlare con me, che non ha paura di discutere con me perchè sa che non per questo lo amerò di meno (e non per questo stimerò meno il mio interlocutore in generale).

Un'altra elucubrazione a cui ho finalmente dato sfogo. Che ci posso fare, vorrà dire che appiccicherò anche questo sulla fronte...quella che si fa in sacco di elucubrazioni mentali.

11 febbraio 2011

Un po di coccole....

Dedicato a Barbacucciolo che ormai non sta zitto nemmeno nel sonno…


Il Giocoliere
Bambini, bambini venite un po' a vedere,
c'é un uomo che, con le parole ci sa fare il giocoliere.
Bambini, bambini statelo a sentire
perché in quello che dice ci sono mondi da scoprire.

Anch'io, quando avevo gli anni ad una cifra sola,
un giorno l'ho incontrato tra i banchi della scuola,
mi disse: "il tempo ha sempre fretta, porta via le ore,
tu crescerai ma non scordare quel che, oggi, hai dentro al cuore.
Perché ogni ragazzino ha un mondo fatto di sogni e fantasia
che, poi, quando diventa grande troppo spesso, per paura, butta via."


Allora, bambini restate ad ascoltare
il giocoliere che saprà insegnarvi ad imparare
e chi ne avrà la voglia potrà salire in sella
per cavalcare i versi delle "filastrocche in cielo e in terra".
Poi, forse vi racconterà la storia di quel tale
che regalava favole, ogni giorno per le strade
però, per sbadataggine o mancanza di memoria
ne sbagliava i personaggi, ne sbagliava anche la storia.
Così, malgrado il grande impegno e l’allegria,
gli adulti, da ogni posto, lo cacciavano sempre via
dicendo: “é inammissibile, non si può tollerare
che le favole, costui, le dica così male.”

Con questo, vi sarà di certo facile intuire
che i grandi son troppo piccoli per poter capire
che, chi sbaglia un racconto per errore o per prova,
da quella storia vecchia ne può far nascere una nuova.

Sorridono nel cielo anche la luna con il sole
quando il giocoliere inventa le parole
oppure, con i suoi colori, lui, disegna mille storie
sul foglio sconfinato dell’immaginazione.

Bambini a questo punto mi congedo dal cantare
e spero che, di questa storia sia chiara la morale
ma l’augurio mio, più grande, é che ogni giorno della vita,
insieme al giocoliere, dolcemente vi sorrida

….e alla sua Barbamamma che del “raccontare” è una piccola maestra.

10 febbraio 2011

Tisana fai da te

Tra i regali fai da te preparati per Natale c'è anche questa buonissima tisana fatta in casa, un'idea utile anche per S. Valentino, per una coccola calda e dolce.
Gli ingredienti che ho usato sono rosa canina, malva, echinacea ed un pizzico di cannella (meglio se in stecca), ma voi potete usare quelli che preferite, in questo periodo ad esempio io sono in fissa con mele, arance e cannella (c'ho fatto anche la marmellata...yumm!!)
Per fare le bustine ho usato foglietti di garza sterile (due per ogni sacchettino), del filo per legare e dei foglietti per scrivere il mio messaggio di auguri. per la scatolina potete anche riciclarne una che avete già e magari decorarla a tema, ad esempio applicando una foto che vi piace tanto di voi due insieme, mentre i foglietti da attaccare ai sacchetti potete farli a forma di cuore.

2 febbraio 2011

La bambola riciclosa (magari sembrasse waldorf)

Quante volte ho fantasticato di riuscire a fare  una bella bambola waldorf per Matteo. Me ne sono innamorata guardando quelle di Claudia de "la casa nella prateria", non solo perchè sono fatte benissimo e sono bellissime, ma anche per l'amore che ci mette nel realizzarle e per l'importanza che hanno nel gioco dei bambini.
So bene che non sarò mai in grado di farne di veramente belle, ma so anche che non è la precisione e la perfezione che servono a mio figlio, ma l'impegno e l'amore della sua mamma, così c'ho provato ma a modo mio.
Mi sono procurata della lana e usando vecchi calzini rosa mi sono messa all'opera.
Devo ammettere che è tanto che l'ho fatta, ma ultimamente sembra essere uno dei giochi preferiti di Matteo, così mi sono fatta coraggio ed ho deciso di postare il mio tutorial, anche per dare coraggio a chi come me non è proprio brava con queste cose.
ho usato 4 calzini uguali

2 li ho tagliati in questo modo per ricavarne braccia e gambe

così

ho rifinito le mani con un punto per dare l'idea del pollice

ho riempito un calzino per fare il corpo

chiudendolo così

la testa potevo farla meglio e lo farò, promesso!

tratti del viso accennati

capelli

coccole del papino che gli mette la copertina e gli porta i giocattoli
Sono molto contenta che a Matteo piaccia, per me è davvero orribile, ma lui mi dimostra sempre che la bellezza va oltre ciò che traspare in superficie. Credo molto nell'importanza del gioco per la formazione del carattere dei bambini, nel giocare liberamente si impara a rielaborare e far proprie le esperienze vissute ed a costruire la propria identità. Giocare insieme ai nostri figli quando sono così piccoli, credo possa darci la possibilità di comprenderli meglio quando saranno adolescenti. Chi sa come vorrà giocare crescendo e se qualche volta mi vorrà rendere parte dei suoi giochi.
Gioca cucciolo mio, vivi la tua vita come un gioco ma mai per gioco! La tua mamma ci sarà ogni volta che la vorrai.

Scrittori in erba

il nostro angolino comodo per leggere insieme,
con un cuscino per ciascuno

Matteo ha inventato la sua prima storia!!
Eravamo in bagno, gli ho chiesto di farmi compagnia seduto sul suo sgabellino e mi ha detto "Mamma ti acconto una ttoria?" "certo amore!" e lui ha cominciato dicendo "ci sono due cavalli nella ccuderia..." poi si è perso, e dalla faccia che ha fatto se n'è accorto anche lui, ma è stato bellissimo ^_^ mi sono emozionata tanto. Ha persino assunto la posa da racconto, non so spiegarla...se siete abituate a raccontare ai bambini vi sarà capitato di sedervi in mezzo a loro invitandoli all'attenzione anche col corpo, con la postura, lo sguardo, la voce. Ecco lui ha fatto proprio così. Che emozione! 

1 febbraio 2011

Terrible twos: Chiamiamoli per nome

Tra le prime cose che ho imparato leggendo i blog di molte mamme è che arriva un momento che qualunque cosa tu faccia o abbia fatto, qualunque "linea educativa" tu cerchi di applicare, ogni certezza, ogni convinzione ed ogni proposito vacilleranno sotto i colpi dei "terrible twos".
Scherzi a parte da più parti si legge di atteggiamenti deliranti di bimbi che fino a poco tempo prima erano tranquillamente gestibili, vivaci, allegri con qualche capriccio ma che finiva in tempi ragionevoli.
In effetti il periodo a cavallo dei due anni è un momento molto particolare per i genitori, che vedono il loro cucciolo da una parte ancora piccolissimo, dall'altra acquisire sempre maggiore autonomia, e per il bambino che comincia a crescere e ad esserne in un certo senso cosciente, dunque desideroso di fare da solo e di decidere per se. Non sono un'esperta quindi non farò considerazioni psicopedagogiche perchè non ne sono all'altezza ma vi voglio dire come la vedo io su questo argomento e l'idea che mi sono fatta navigando in rete.
Per prima cosa vi segnalo questo post di Mammafelice che mi ha aiutata molto a capire meglio cosa fossero i terrible twos (qui trovate altri articoli di mammafelice sull'argomento), poi vi rimando agli articoli di Genitoricrescono sul tema "sviluppo e comportamento", non sono strettamente legati al tema dei terrible twos ma visto che parliamo di comportamento dei bambini, se non conoscete già questo sito credo possa essere una lettura interessante.
Qualche giorno fa, in una delle mie letture quotidiane mi sono imbattuta nell'ennesimo post sui terrible twos e una delle frasi che mi ha colpita è stata "una fase che sta mettendo a durissima prova la nostra pazienza e le nostre convinzioni di pedagogia libertaria ed antiautoritaria". Fino a poco prima di Natale anche noi abbiamo attraversato il fatidico periodo dei capricci e dei NO urlati per qualunque cosa, conditi da qualche "lasciami stare" e crisi di pianto inconsolabile. Anche noi crediamo che il modo migliore per aiutare nostro figlio ad essere un adulto capace di prendere le proprie decisioni con spirito critico ed attenzione verso se stesso e gli altri, è quello di non reprimerlo e soffocarlo di divieti o imponendo una disciplina, ma aiutarlo ad autodisciplinarsi, a comprendere le conseguenze delle proprie azioni e ad agire di conseguenza, giocando con lui il gioco della vita e lasciando che piano piano conduca da solo se stesso, pronti ad accoglierlo sempre.
E' per questo che non crediamo ai capricci, secondo noi sono una leggenda metropolitana, una profezia autoindotta. Sia chiaro, lo sappiamo che quando piange per nulla e fa l'isterico per ogni parola, quei gesti vengono definiti capricci, semplicemente secondo noi la parola "capriccio" non ha le implicazioni negative che spesso le si danno, non sono immotivati. Crediamo che siano una modalità comunicativa che esprime un bisogno, un disagio e chiede aiuto perchè da solo non riesce a cavarsela. NON VUOL DIRE DARGLIELA VINTA. Spesso queste nostre affermazioni ci fanno meritare l'etichetta di genitori deboli e permissivi ma nessuno si chiede se dietro c'è o meno un'intenzionalità educativa. Non sembra (ai più), ma c'è. Matteo non ottiene quello che vuole facendo i capricci, ma ottiene il nostro tempo, la nostra attenzione per dargli quello di cui ha veramente bisogno in quel momento (banalmente: fame, sonno, noia, frustrazione dallo star chiuso spesso in casa quando sta poco bene, un doloretto, il raffreddore che non lo fa riposare bene...). Cerchiamo di spiegargli che non è piangendo e pestando i piedi che si ottengono le cose ma parlando e con pazienza. Non possiamo chiedergli pazienza senza dargliene, non possiamo chiedergli considerazione per le "nostre regole" senza costruirle insieme, non possiamo chiedergli fiducia senza averne in lui e nelle sue capacità di esprimere le sue esigenze.
Tutto questo non è facile, anzi, facciamo una fatica tremenda, pensate che l'altro giorno sono scoppiata a piangere per la stanchezza (mi ero svegliata all'una e mezza di notte e non ho più dormito, troppo preoccupata per le crisi asmatiche di cucciolo).
Ma è quello che crediamo sia la cosa migliore per Matteo, è il nostro modo naturale di essere genitori, ci crediamo lo facciamo.
Poichè non è facile abbiamo adottato qualche trucchetto per rimanere saldi e non scantonare, diamo un nome alle cose che succedono. Ad esempio, sapere che la parola "capriccio" ha un determinato significato per noi, ci aiuta ad affrontarli meglio sul momento; sapere che c'è un momento, i "terrible twos", in cui non sei tu ad aver fatto qualche grave errore educativo (senza smettere di mettersi in discussione e coscienti del fatto che se anche fosse sarebbe più che recuperabile visto che cucciolo ha solo due anni, l'importante è non smettere di interrogarsi) ma il tuo cucciolo sta crescendo e vuole capire quanto è in grado di far da solo, ci aiuta a combattere la frustrazione di non saper cosa fare ed a fare invece l'unica cosa possibile, stargli vicino.
Qualche trucchetto però lo abbiamo usato, non ci siamo mica fatti travolgere dalla valanga ;)
Le parole d'ordine sono state: dolcezza, per mostrargli che non c'è bisogno di crisi isteriche per affrontare le situazioni; fermezza, per aiutarlo a comprendere l'errore e per aiutarlo ad essere paziente; decontestualizzare e confondere, per smorzare il picco isterico ed aiutarlo a calmarsi, a volte una volta iniziato hanno difficoltà a smettere perchè subentra la stanchezza del troppo piangere, quindi "amore basta piangere, ti sei dimenticato che dovevamo uscire.." e facendogli " 'na capa e chiacchiere" si porta in un altro ambiente e si cambia attività.
Il trucco vero però e farsi forza l'un l'altro, parlare e chiedere, quando serve, aiuto anche fuori della famiglia, parlare con un'amica che ci è già passata, navigare tra i blog di mamme che con tanto amore mettono a disposizione di tutti la loro esperienza, uscire al parco e parlare con le altre mamme sinceramente, farà bene a voi ed a loro, che per una volta non dovranno far finta di avere il figlio perfetto ma potranno sfogarsi e come si sa "mal comune mezzo gaudio".
Non potevo non scrivere anch'io un post su questo argomento, anche per ringraziare le tante mamme che l'hanno fatto prima di me e mi hanno aiutato a non dare di matto in certi momenti.
Un'altra cosa che credo possa essere utile è che passato il momento critico avrete un bambino stupendamente sereno, che vi stupirà per i progressi che avrà fatto. E voi? sarete ancora più forti.

Nota per me: leggere e conservare in caso di ricadute.