30 giugno 2011

To do list

Siamo  quasi al giro di boa (17 settimane ed a 38 zacc...povero ciccino lo dobbiamo sfrattare! ma non ti preoccupare mammina ti tiene tra le sue braccia e ti da il suo lattuccio) e tra nausee, spannolinamento, acciacchi vari e qualche ricaduta di terrible twos non mi sono dedicata ancora a tutte quelle cosine che volevo preparare per ciccino nel pancino (non sappiamo ancora se è un ciccino o una ciccina e se qualcuno se lo sta chiedendo - visto che c'è chi me lo chiede - non faremo un'ecografia in più per sapere il sesso, aspettiamo la morfologica e se si vedrà bene, se no sorpresa).

Con Matteo tante cose le ho scoperte tardi ed altre non sono riuscita a farle in tempo, ora ho giá tutto quello che serve per la gravidanza, l'allattamento ed i primi anni di vita del nuovo arrivato ma vorrei ancora fare:

- un cuscino allattamento (riciclando due vecchi cuscini) con federa (aspettando di pubblicare il post l'ho fatto e piace a tutta la famiglia...è comodissimo!)

- delle coppette assorbilatte lavabili (che dopo potrei usare come dischetti struccanti)

- delle salviettine per il cambio lavabili (devo trovare anche un flaconcino per la soluzione all'olio di mandorle, ma sono certa di averlo da qualche parte, non butto mai niente che possa avere una seconda vita)

- un dudu in cotone bio

- una fascia pouch sling in cotone-lino bio (da usare in primavera ma anche in ospedale)

- un giochino da manipolare (perchè non credo che dopo avrò il tempo di farlo)

- qualcosa per Matteo...ma cosa?...mumble...ci devo pensare

Per ora credo possa bastare, il resto me lo farò regalare. Questa volta farò una lista nascita, non voglio trovarmi con mille cose che non mi servono. Non mi piace molto, infatti non l'ho fatto nè per il matrimonio nè per l'arrivo di Matteo, ma ci sposteremo in una casa molto più piccola (anche se non sappiamo quando) e non voglio essere sommersa da cose che non uso o che ho giá.

10 giugno 2011

Ci vuole un side-bed

In diretta dal lettone, mentre papino dorme e Matteo gli si è accucciolato accanto (che belli che sono! ^__^ ) penso a come sarà tra un pò ed ormai ne sono sempre più convinta: ci vuole un side-bed!
Che fare col classico lettino con le sbarrette acquistato a caro prezzo dai nonni e che Matteo non ha mai usato più di tanto? Lo adatto allo scopo? Lo rivendo? Che di certo non lo conservo per passarlo ai miei figli, visto che non saprei dove tenerlo per i prossimi trent'anni. Lo dono ai poveri insieme a tutto il resto? Non so proprio che fare.
Io vorrei un letto fatto a mano della misura del costoso materasso che giá ho e che il fratellone ha usato pochissimo, sperando che almeno il fratellino lo sfrutti. Pensavo a delle caratteristiche precise, tipo che testa e piedi devono essere ad arco perché vorrei dipingerlo e fare un arcobaleno sulla testiera. Vorrei che una volta assolto il suo compito possa diventare un lettino montessoriano da piazzare in cameretta e che un domani diventi un tranquillo e comodo spazio lettura, tipo divanetto futon. Voglio dipingerlo per bene e con tinture naturali (che ho scoperto da poco) visto che la cameretta ed i mobili li avevo giá dipinti per l'arrivo di Matteo.
Qualcuno penserà che non dovrei preoccuparmene perché Matteo dovrebbe dormire nel suo letto o imparare a farlo per l'arrivo del fretellino, bene, non affannatevi a scrivere, Matteo sa giá dormire nel suo letto, tranquillamente e per tutta la notte, ma non sempre è sereno e qualche volta le mille favole che sogna, racconta ed interpreta di giorno tornano di notte e lo spaventano. Quale rifugio migliore del lettone di mamma e papà? E soprattutto con l'arrivo del nuovo cucciolino non voglio negargli quello spazio che ha sempre avuto, visto che dovrà giá adattarsi a tanti cambiamenti.
In questo modo potrò dormire tranquilla anch'io, senza il timore che ciccino venga schiacciato da un fratellone che non ha ancora deciso se dormire da capo o da piedi, non dovrò alzarmi continuamente per poppate e cambi notturni ecc.
Non mi va di parlare dei benefici del sonno condiviso, perché per noi è stata una scelta naturale, istintiva, solo dopo abbiamo scoperto che c'è tutto un mondo di teorie dietro e la cosa interessante è che ne abbiamo trovato riscontro ancor prima di conoscerle.
Ma tornando al side-bed, qualcuno ha idee, proposte, link o riflessioni sulle caratteristiche che dovrebbe avere per essere supercomodo e le vuole condividere? Come sempre aspetto i vostri consigli :)

P.S. Il pc è definitivamente morto e non sempre riesco a rispondere (c'ho l'iPod anarchico), quindi grazie a tutte per essere passate di qui ed aver lasciato il vostro commento, benvenute alle nuove e spero torniate a trovarmi.

P.p.s tanto per la cronaca, cucciolo è tornato nel suo lettino, ha aperto gli occhi, ha visto dov'era, si è girato ed ha continuato a dormire indisturbato. Mamma gli ha dato un bacio ad ha spento la luce della piccola lampada. So soddisfazioni, adesso non ha neanche più bisogno della luce ^__^
Magari per voi è normale ma per noi no, ed è stata tutta colpa mia, non sopportavo i cambi di luce durante i continui risvegli del periodo insonne (che è durato 19 mesi). A furia di accendere e spegnere la luce non dormivo più :(

8 giugno 2011

Consumatori si nasce...

...critici si diventa!
In questo periodo, girovagando in rete ho letto diversi post ed articoli in cui si costatava che da individui siamo diventati consumatori e che quando si fanno considerazioni sulla massa (nel senso positivo del termine) si fanno in realtà considerazioni sui consumi.
Quando ci sentiamo considerati come massa ce la prendiamo sul personale, ci sentiamo trattati come pecoroni che seguono il gregge, sentiamo di perdere la nostra individualità, la nostra libertà e persino la nostra intelligenza. Quando veniamo identificati come consumatori invece ci sembra di aver fatto un salto di qualità, veniamo considerati per le scelte che facciamo a ci sembra di guidare e non di essere guidati dal gregge. Il comunicatore questo lo sa e per marcare la cosa parla al singolare e si riferisce "al consumatore" e parla di consumi in maniera vaga ed astratta, in modo che nessuno di noi se la prenda a male ma che tutti ci sentiamo coinvolti, rispecchiandoci nell'immagine rappresentata. Ecco qui che far parte della massa diventa di nuovo accettabile, quasi lusinghiero; ma il gioco delle pecore e del pastore non cambia.
Non posso cambiare il fatto di far parte di una massa di consumatori, ma posso non cedere al meccanismo del gregge o "sfruttarlo" nel modo che ritengo giusto; c'è chi lo fa per denaro o politica (quindi per denaro oggi come oggi...e si torna sempre li...uffa!!), perché non farlo per il nostri senso critico?
Sono un consumatore? Allora consumo, ma quello che dico io!!
Per prima cosa cerco di capire se ho bisogno di quello che compro o sono altri che hanno bisogno che io spenda i miei soldi, cerco di liberarmi quindi dai bisogni indotti e di riconoscerli. Acquistare un prodotto vuol dire accettarlo come buono per se ed accoglierlo in casa propria, con tutto il carico di inquinamento e sfruttamento del lavoro che si porta dietro; cerchiamo di comprendere cosa c'è dietro ad una scatola di cioccolato o latte in polvere Nestlé (un infanticida che induce le donne, specie nei paesi in via di sviluppo, a non allattare negando ai bimbi forse l'unica protezione contro alcune infezioni; inoltre c'è anche un tizio, lo stesso, che vuole rendere l'acqua un bene privato commercializzabile, negando l'accesso all'acqua come un diritto, quindi scorsatevi di annaffiate le vostre piantine con l'acqua del vostro pozzo). In molti casi leggendo semplicemente l'etichetta si possono trovare alternative magari più sane ed anche del commercio equo, che vi garantisce che il contadino che si è spaccato la schiena per regalarvi a pochi euro il vostro amato cioccolato a fine giornata avrà un pasto caldo e potrà chiedere ai figli "cosa avete fatto a scuola?" piuttosto che "cosa avete trovato tra i rifiuti?" o "quanti soldi avete mendicato?".
Io credo che una massa di consumatori non sia un gregge di pecore, ma uno sciame di farfalle, che con le sue ali può far cambiare il vento fino all'altra parte del mondo. Questo i comunicatori lo sanno ed è per questo che ci tengono la testa occupata da notizie che distolgano l'attenzione critica sulla politica e da pubblicità piene di allusioni sessuali o di bimbi teneri e dolci, perchè siano altri i recettori che si attivano, non il nostro senso critico.
Scegliete ciò che vi sembra giusto meravigliose farfalle, ma fatelo perché l'avete scelto voi. Se qualcuno crede che non serva a nulla date un'occhiata alle pubblicità e scoprirete che molti grandi marchi hanno lanciato linee ecologiche, biologiche, erboristiche ecc, se anche fosse una moda che stanno cavalcando è comunque un messaggio che la massa ha mandato e che loro hanno colto perché di un certo peso. Io continuo a scegliere i miei prodotti a filiera corta ma sono contenta di aver contribuito a cambiare il vento

4 giugno 2011

Le polpette di bieta

Mi sono accorta che è tantissimo che non pubblico una ricetta quindi provvedo subito.
Questa è un'invenzione di nonna Pata (la mia mamma) che dopo la supplica di una figlia disperata ed a corto di idee perchè il bimbo rifiuta le verdure (non ci credo O_o non può essere!) ha tirato fori il classico colpo di genio della nonna che la sa lunga (e che con me per anni non è riuscita a farmi mangiare nulla a parte riso bianco, fettina, prosciutto e mozzarella; niente frutta niente verdura a stento la pasta al sugo ed ora "rischio" di diventare vegetariana).
Ma ecco la ricetta:
Un pò di bietolina da taglio lessata (ma al vapore è anche meglio), ben strizzata e sminuzzata con le forbici (non usate il frullatore perchè si fa una pappa ed il coltello, a meno che non sia un signor coltello, perchè lascia filamenti troppo grossi); pan grattato q.b.; sale e l'albume di un uovo.
Impastare il tutto, formare delle popettine (si lo so noi appolpettiamo tutto ma a me piace e cucciolo mangia più volentieri) e friggere in poco olio. Noi ormai ci siamo convertiti a pentole e padelle con rivestimento in ceramica e ci troviamo benissimo, una mano santa anche per la dieta.

A cucciolo sono piaciute tantissimo!! 

Ma ora che m'invento? Se avete idee da suggerirmi non aspetto altro.


3 giugno 2011

La penna a tempera

Cucciolo adora dipingere e pasticciare con le tempere, credo che più che il gioco dei colori lui ami la consistenza ed il gesto del pennello che scorre sul foglio\tela, così ho pensato di fargli sperimentare qualcosa di nuovo legato al dipingere.
Ho cercato dei contenitori piccoli e maneggevoli, che avessero un beccuccio sottile tipo penna, in modo che potesse creare delle righe sottili con la tempera, inoltre, non potendo inserire il pennello direttamente nel colore riusciva a non mischiarli tutti prima che arrivassero sul foglio, non che sia un problema ma volevo vedere come sceglieva il colore.
Ho trovato dei piccoli contenitori di colla vinilica che ho svuotato (la colla ovviamente è finita nel contenitore grande) e lavato bene, poi con una siringa o preso il colore è l'ho inserito nei contenitori rimettendo poi il beccuccio. Per ora ne ho presi solo tre ma credo che bastino, lui ama comunque usare il pennello e credo che la prossima missione da affidare al super nonno inventore e falegname per passione sarà un bel cavalletto da pittore con contenitore porta colori :))))






Un pò di foto

Visto che sono riuscita a rubare un pò di tempo a tutto e tutti per stare al pc, posto un pò di foto arretrate che si erano accumulate. Ho aggiornato anche un post con qualche foto.
Cominciamo:





La casa di legno dei tre porcellini



Coccole bestiali :p




2 giugno 2011

Sono felice!

Si, finalmente ho fatto pace col cervello e col mio corpo, completamente. Sono piccole conquiste che aiutano a vivere meglio e ad essere sereni, il che le rende grandiose.
Mi spiego meglio.
Non credo di averne mai parlato, ma il parto di Matteo mi ha lasciata "divisa in due", da un lato la sofferenza per aver dovuto ricorrere al cesareo dopo dodici ore di travaglio, di non aver potuto tenere vicino il mio piccolo subito dopo il parto, il non avere le forze per occuparmene a causa di una forte emorragia (con annessa trasfusione di circa un litro di sangue e riapertura del taglio il giorno seguente per "revisione", visto che l'emorragia non si fermava). A questo si aggiungeva il fatto di non riuscire a tenere cucciolo in braccio mentre ero in piedi per i quattro mesi successivi al parto e ringrazio mille volte di aver scoperto la fascia portabebè che mi ha permesso, una volta in piedi, di fare splendide passeggiate col mio bimbo. Ricordo anche la paura di non tornare a casa, di lasciare i miei amori, di non poter dire a mio figlio quanto lo amo e che la vita è bella, basta "sorridere e cantare anche nelle difficoltà", la paura di perdere l'utero e di non poter avere i tre figli che abbiamo sempre sognato, la rabbia di non poter dare a mio figlio il colostro, tanto importante per la sua vita, a causa delle trasfusioni e cavoli vari.
Ma dall'altra parte c'era la gioia di avere con me quel cucciolo caldo e morbido, così meraviglioso, con le sue manine screpolate, le orecchie pelosette (sembrava un hobbit ma poi i peletti sono spariti tranquille), il visino rugoso che sembrava Yoda, il maestro jedi di guerre stellari. C'era l'orgoglio e la soddisfazione del tenere tra le braccia il mio piccolo nonostante fossero diventate viola per le troppe flebo e le cicatrici lasciate sulle braccia dalle cannule messe proprio vicino a dove Matteo poggiava la sua testolina. C'era la soddisfazione di essere riuscita ad allattare in modo esclusivo per undici mesi, nonostante il mio emocromo sostenesse che non ero nelle condizioni ideali per farlo.
Le gioie però sono passate un pochino in secondo piano quando la nuova gravidanza ha risvegliato un pò delle paure legate al parto precedente: avrei rischiato di nuovo la vita? Avrei dovuto fare per forza un altro cesareo? Non potrò mai provare la gioia di lottare con mio figlio per farlo venire al mondo ma sarei stata di nuovo spettatrice inerme di questo meraviglioso evento? Ecc...ecc...ecc...
Mi sembrava di non lottare per un parto naturale dopo un cesareo; cosa possibilissima, ma per informazioni in merito guardate il blog EquAzioni e capirete anche cosa intendo per lottare e non arrendersi davanti alla burocrazia e pigrizia medica che ha indotto la gente a credere che il primo cesareo sia una sentenza sui parti successivi. Soffrivo perché non volevo un altro cesareo ma il mio ginecologo (che tra l'altro è uno di quelli favorevoli al parto naturale dopo il cesareo) mi aveva giá avvertita che nel mio caso, visti annessi e connessi, era necessario programmare un nuovo cesareo a 38 settimane (mi sembra di avere la scadenza "da consumarsi entro e non oltre il..."). Che fare? Arrendersi alla scienza medica o lottare per i propri diritti naturali e legali? In questa lotta interiore ho chiesto aiuto e consiglio a chi c'era passata prima di me, aspettandomi non so neanche io quale risposta, ma forse cercando solo un pò di comprensione da chi poteva capirmi fino in fondo. La risposta è arrivata e mi è piaciuta molto, soprattutto nel punto in cui diceva che il sostegno migliore l'avrei trovato nell'amore di papino che mi è sempre stato accanto e si è sempre sforzato di andare oltre se stesso per comprendermi profondamente e senza giudizi, come solo l'amore vero sa fare. Essere UNO non è cosa da poco.
Papino mi ha lasciata parlare per giorni e giorni, fino allo sfinimento - poverino! -cercando di capire cosa mi passasse per la testa e nel cuore, dicendomi infine una cosa molto semplice: "Ma perché deve essere una lotta?". Non fraintendere, non voleva dire di non lottere per il diritto di avere un parto naturale dopo un cesareo, ma di accettare che, nel mio caso, i rischi sono talmente tanti che non è giusto vivere la cosa come una battaglia in cui ci si arrende senza combattere, ma che è importante per la mia salute, quella del piccolino (chi lo allatta se mamma muore?) e per la serenità di tutti e quattro accettare i limiti del proprio corpo; del resto non posso pensare di costruire una casa se non so farlo.
Non so se mi sono spiegata, ma il fatto è che mi dispiace di non poter fare l'esperienza di un parto naturale, perché è una cosa che ho desiderato per tutta la vita, ma sono felice perché so che la possibilità di un cesareo mi consentirà di essere serena al momento della nascita del mio piccolino, che avrà sicuramente la sua mamma ad occuparsi di lui e che torneremo tutti e quattro a casa felici e contenti.
E poi quando mi faranno la classica battuta "quant'è bello! Ma come si fa ad averne uno uguale?!" io potrò continuare a rispondere "io l'ho preso coi punti :D un centinaio" ;P