21 novembre 2011

Qualche Buonaidea per Natale

Da un pò non riesco ad accendere il pc visto che devo stare ferma e sdraiata per evitare che si avvii il parto (ma domani cesareo e ciccino tra le braccia...yuppy!!!), ma soprattutto perchè la mia famiglia si è trasformata nella famiglia Beghelli e c'hanno la sindrome del salvavita ;P
Oggi saltellando tra i miei blog preferiti ho letto il post di Mamma Claudia, che ci fa un gran regalo per Natale, ci da l'occasione di fare qualcosa di buono comodamente sedute al nostro pc. Il giveaway che ci propone infatti ha come premio un calendario dell'associazione Famiglie SMA che vede impegnati nella raccolta fondi per la ricerca contro l'atrofia muscolare spinale genitori e bambini che con un pò di aiuto possono migliorare di gran lunga le loro condizioni di vita.
Domani nascerà il nostro secondo bimbo e nonostante l'esperienza del primo (che una dottoressa pazza voleva che abortissimo senza fare indagini approfondite. Anche se noi non avremmo abortito comunque) abbiamo deciso di non fare indagini prenatali se non quelle ecografiche (morfologica); non sappiamo quindi come sta, anche se niente fa pensare che possa avere problemi. Questo giveaway mi colpisce particolarmente e voglio che sia l'ultimo post che scrivo prima di andare in ospedale; nel prossimo vi farò conoscere Jacopo (che vuol dire "protetto da Dio").
Non fermatevi a partecipare al giveaway, se potete fate un giretto su internet sul loro sito o se credete che ci siano altre realtà che meritano un pò della vostra attenzione - e vi assicuro che ce ne sono tante che meritano - promuovetele, se voi non potete contribuire economicamente sicuramente almeno uno dei vostri contatti potrà farlo e magari sarà proprio quel contatto a fare la differenza.

Una cosa che ho imparato nella vita è che non bisogna mai aspettare che qualcuno ci pensi al posto nostro ma bisogna sempre chiedersi "se non io...chi?". Non serve caricarsi il peso del mondo, bastano piccoli gesti.
Se Atlante avesse avuto qualcuno al suo fianco sarebbe stato più contento ed avrebbe sentito meno il peso del cielo su di lui.
guarda le altre idee e proponi le tue

8 novembre 2011

Ci prepariamo al Natale con San Nicola

Un S. Nicola da colorare preso da qui
ne trovate anche altri
Lo so che è presto ma io ho in mente questa cosa da un mese ed è meglio che la scrivo subito che tra un pò vado in ritiro ;)
Lo scorso anno avevo preparato questo calendario d'Avvento che però non abbiamo usato molto, un pò perchè non sono stata brava io ad essere costante, un pò perchè abbiamo trovato un libro molto carino che a Matteo è piaciuto molto ed abbiamo usato quello.
Come avevo sperato la cassetta è arrivata indenne all'anno successivo ed ho pensato di riutilizzarla per spedire la tradizionale letterina a Gesù Bambino. Dalla cassetta ogni giorno uscirà una sorpresa ma quest'anno sarà S. Nicola a mandarcela ed il 6 dicembre inizieranno le attività del nostro avvento.
L'ho pensata così:
La prima domenica di avvento andremo tutti in chiesa come sempre ed inizieremo con la comunità parrocchiale il cammino pensato dalla diocesi,di solito è un libretto con poche semplici preghiere da fare in famiglia davanti alla corona d'avvento accendendo man mano le candele ed i più piccoli hanno il compito di colorare un pezzo dell'immagine simbolica proposta. Il 6 dicembre invece, giorno di S.Nicola (il mio nonnino si chiamava Nicola) faremo un'attività per conoscere il santo, che sarà il nostro Babbo Natale.
Per prima cosa ci sarà un bel racconto che ci spiegherà chi è questo santo (date un'occhiata a questo post de Lapappadolce), poi faremo un bel disegno del santo e scriveremo una letterina chiedendo ciò che vorremmo per noi e ciò che vorremmo per gli altri. Visto che S. Nicola è stato tanto gentile a portare dolci e cose buone a chi ne aveva bisogno noi potremmo fare un regalino ad amici e parenti preparando un dolce tipico del nostro paese di origine "le ostie dolci" (questa è la ricetta tradizionale).

L'immagine è presa da qui
http://www.turismomontesantangelo.it/gusti_tipici/0/prodotti.html

La nostra ricetta:

  • ostie (uno o più pacchetti a seconda di quante volete farne)
  • miele
  • cioccolato fondente grattuggiato (o cioccolato in polvere solubile, quello coop 4-10 è poco zuccherato)
  • frutta secca a piacere (io preferisco mandorle e pinoli)
Triturare la frutta secca (se piace si possono aggiungere anche uvetta o albicocche secche in piccoli pezzi) ed unire cioccolato e miele fino a formare un impasto abbastanza omogeneo. Spalmare su un'ostia e coprire con un'altra.
Io queste ostie le chiamo "pandivia" perchè leggendo Il Signore degli Anelli immaginavo così il cibo degli elfi :)
le cancelle di Cucina molisana
il link della ricetta è quello con le dosi
Se vi va di cucinare invece delle ostie potete fare "le cancelle" o "ferratelle", un altro dolce tipico molisano (ricetta tradizionale e ricetta con dosi ). Io ho uno stampo che le fa rotonde, sottili e con un cristallo di neve da un lato, è molto carino per Natale e si possono usare anche per decorare l'albero. Di solito non arrivano neanche ad essere appese perchè ci piacciono troppo.
Se avete lo stampo tradizionale (vedi foto) invece sono più consistenti e morbide, una merenda fantastica!!


Il progetto educativo che abbiamo in mente è quello di vivere il Natale come scoperta della gioia che porta la gratuità del dono, ricevuto e fatto, e soprattutto del dono di se. Questo spero sia un inizio, ma soprattutto spero che i nostri bimbi percepiscano quanto a noi piace pensare agli altri, a ciò che possiamo fare per loro ed a come la scelta di un regalo, che sia piccolo o grande sia fatta col cuore.

7 novembre 2011

Uno spavento e molte soddisfazioni

Mamma mia! Sembra passata un'eternità da quando ho acceso il pc l'ultima volta invece sono rimasta in ospedale solo una settimana...lunghissima...interminabile...lontano dai miei amori...meglio non pensarci troppo...
Che paura all'inizio, tutto quel sangue che non si sapeva da dove veniva, ma soprattutto i sensi di colpa per aver desiderato tanto un parto naturale che non è possibile (proprio quando ormai ero serena per il cesareo...non si finisce mai di mettere alla prova la proprioa serenità) e davanti al tracciato del monitoraggio a chiedersi se quelle contrazioni (non troppo intense ma regolari) fossero dovute al mio desiderio di partorire naturalmente e l'utero ormai appianato, le punture di cortisone (per aiutare i suoi polmoni in caso di nascita prematura) e la tosse fortissima (stavo benissimo prima di andare in ospedale >.< ) che ti dilata il collo dell'utero.... Poi ti calmi, ti spiegano cosa succede e capisci che la vita va come deve andare, a volte fa un pò paura ma per fortuna ora va tutto bene e ciccino è ancora nel pancino, almeno per un altro pò :) a riposo forzato ma stiamo bene.
Una settimana in cui cucciolo è stato senza mamma, con la tosse ed un pò d'asma che lo infastidiscono spesso. Una settimana in cui non c'era scuola e la casa gli ricordava i giochi e le avventure che facciamo insieme ogni giorno. Una settimana in cui papino è stato anche un pò mammina, sempre pronto ad accogliere il suo cucciolo desideroso di contatto tra le braccia, specie quando girando per casa diceva "però è brutto stare da soli...è una cattiveria bruttissima". Una settimana in cui il mio cucciolo ha pianto una sola volta quando, finito l'orario di visite, mi ha detto in lacrime "perchè non vuoi venire anche tu con me?" e con qualche lacrimuccia che proprio non sono riuscita a trattenere gli ho detto "mamma sta male, è ancora un pò rotta, ora i dottori mi aggiustano e torno a casa con te...mica posso uscire in pigiama?!".
Ma anche una settimana in cui era sereno e felice come sempre, in cui non ci sono state (almeno fino ad ora) apparenti regressioni o traumi da distacco, in cui ha dimostrato di essere paziente e di capire benissimo che l'amore di mamma c'era anche se non mi vedeva, mi parlava al telefono e mi raccontava le cose divertenti che faceva con le cuginette e di come con papà era andato a vedere gli animali della fattoria ed aveva giocato tanto volando giù dallo scivolo ed atterrando non proprio elegantemente sulla terra. Quando veniva a trovarmi si toglieva le scarpe, saliva sul mio letto e mi si accoccolava accanto per un pò, poi ciacchieravamo, facevamo merenda insieme e raccontavamo qualche storia. Portava sempre un giochino (ultimamente è in fissa con il rinoceronte Totto e la giraffa Donatella) che veniva subito messo da parte per giocare con mamma e Jacopo. Un giorno, mentre facevo il monitoraggio ha detto che lui era il medico che mi curava e le ostetriche presenti gli hanno chiesto se fosse un dottore e lui sorridendo ed alzando le spalle ha risposto "ma per finta...a casa c'ho le cose per giocare al dottore non davvero, sono un bambino io...ehè". E' stato divertentissimo :D
Quando sono tornata ovviamente è stato felicissimo, mi ha coccolata tanto ma non per questo non si staccava più da me, ha giocato come sempre e si è addormentato con noi nel lettone, senza lamentarsi quando papino lo riportava nel suo letto e svegliandosi sereno come ogni mattina.
Probabilmente non è merito nostro se lui è in grado di capire così bene le cose affrontandole serenamente ma senza ignorare la nostalgia, ma francamente non ci credo. Non sono perfetta, non sono in grado di esserlo, ma se tanti problemi dei bambini e degli adulti nell'affrontare le difficoltà sono conseguenza di cattiva educazione da parte dei genitori, perchè le cose positive non devono essere merito dell'amore, dell'attenzione e dell'impegno da parte genitori nel crescere figli sicuri, sereni e felici?!
Ci sarà tempo per assumermi colpe e responsabilità di tante cose, ma per ora voglio gioire di papino che anche se qualche volta vorrebbe perdere un pò la pazienza è convinto che io abbia ragione sul modo di educare i nostri bimbi ed in questa occasione è stato felice di vedere che il lavoro impostato ha dato buoni frutti. Quindi bravo anche a lui che sempre col sorriso ha faticato un pò a tenere i ritmi abituali, si è inventato modi per intrattenere Matteo anche se dice di non essere bravo a farlo, ha fatto tutto come voglio io (che tenero quando me lo ha detto) in casa, cercando di tenere pulito ed in ordine il più possibile (anche aiutato dal papà che è venuto in soccorso perchè la mia mamma doveva accompagnare le mie nonnine a fare delle visite importanti).
Ancora una volta l'alto contatto si è dimostrato la scelta migliore per la nostra famiglia, quella che ci rende felici e sereni, sostenendoci nelle difficoltà.
Si, perchè l'alto contatto è reciproco, non è solo portare con la fascia (che divertente tornare alla macchina dall'ospedale in mei tai con la miriade di storni e gabbiani che volteggiano sull'isola tiberina alle 18:00 e ripararsi insieme a papino dalla piggia di cacche volanti), fare cosleeping o stare sempre appiccicati. L'alto contatto è prima di tutto un atteggiamento mentale, è sapere che ci siamo sempre, l'uno per l'altro, anche quando siamo lontani, anche quando ci manchiamo, tra mamma\papà e figlio, marito e moglie, famiglia insomma ^__^