28 marzo 2011

Troppe cose per la testa

In questo periodo ho una marea di cose per la testa, post che vorrei scrivere, persone che devo contattare, progetti da realizzare...
Avevo detto che questo era l'anno del fare ma il prossimo anno non ci casco, non prendo impegni a gennaio ;p
Devo mettere un pò in ordine dentro e fuori dalla mia testa ma conto di riuscirci presto. 
Ce la posso fare!!
Vero?
Scusate se non ho risposto a molti dei vostri commenti, mi sono piaciuti molto e vi ringrazio, siete sempre tanto gentili.
Vi prometto che torno presto ma vado in pausa per un pò, voi aspettatemi!
Io vi seguo in silenzio, perchè ora le parole mi rotolano in testa e farei solo una gran confusione.
Lo sapevate che abbiamo due cervelli? uno in testa ed uno in pancia, in questo momento i miei sono avviluppati da un unico filo e non è facile trovarne il bandalo, ma vi informo appena ci sono novità.

18 marzo 2011

L'alimentazione dei bambini

Sono proprio indignata!
Sta mattina ho letto questo articolo di Bambino Naturale e i miei sospetti riguardo al marketing, più o meno occulto, legato all'alimentazione dei bambini, sono stati nuovamente confermati.
La pubblicità mi ha sempre attirata molto, da bambina ricordo che se vedevo l'acqua in televisione volevo bere e crescendo ero sempre più colpita dalla fantasia dei pubblicitari, finchè, intorno ai vent'anni qualcosa mi ha fatto storcere il naso.
Ho avuto la fortuna di vivere la mia infanzia in città come in campagna, nel traffico come nei boschi, potendo notare la differenza tra naturale ed artificiale, nell'ambiente che mi circondava come nei cibi che mangiavo. Ovviamente non c'è paragone, ciò che è naturale mi ha dato sempre molta più soddisfazione rispetto a quello che era costruito a tavolino da uomini, seppur geniali.
Nel tempo il mio interesse per i messaggi trasmessi attraverso la comunicazione pubblicitaria sono diventati stimolo per scoprire il vero messaggio nascosto dietro quelle splendide immagini.
La comunicazione si sa, passa su vari livelli. Dietro un sorriso ad esempio ci può essere molto di più di un momento di felicità, così dietro un bimbo paffutello e con un bel colorito roseo si può nascondere l'obeso e pluri infartato che sarà domani (va bè, l'immagine è cruda ma è così).


Vi propongo un gioco, che ne dite se insieme andiamo a "caccia" delle pubblicità che secondo noi sono ingannevoli e producono cattiva informazione su ciò che può essere considerato corretta alimentazione e ciò che non lo è. 

Comincio io:

Se vostro figlio vi guarda così quando gli dite che nel bicchiere di latte che gli state dando c'è il ferro contenuto in 10 litri di latte vaccino e gli spiegate che lui così piccolo ha bisogno di più ferro di un vitello, non vi stupite troppo e buttate il bicchiere di latte che gli avete dato. Fategli una bella spremuta d'arancia, perchè per quanto ferro gli date se non assume vitamina C (leggete qui), il suo corpo non ne tratterrà mai troppo.


Se voi siete incinte e  vostro marito si presenta con un piatto di tagliatelle dove ha spiattellato su del sugo pronto, non arrabbiatevi troppo, non è colpa sua, gli hanno fatto credere che i preparati industriali sono ideali per la sana alimentazione di madre e bambino. Non giudico la qualità del prodotto, ma che sia un gesto d'amore aprire una scatoletta quando per fare un sughetto decente ci vogliono si e no 15 minuti non  ci posso credere. Cosa faranno quella mamma e quel papà quando arriverà il piccolo ed allora si che 15 minuti diventano fondamentali per tante cose? Chiameranno disperati i loro genitori mendicando un pasto caldo? Nonni santi, se non ci fossero loro!...Ma guarda un pò, i nostri genitori sono a 162km di distanza e si mangia bene lo stesso! Anche quando lavoravo, non fate i furbi e non venite a dirmi che io sto a casa e che per me è più facile, ne conosco di mamme che cucinano per tutti pur lavorando, se proprio non volete dar retta ad una casalinga come me.

Non voglio e non posso (visto che mi baso su giudizi personali e non ho competenze scientifiche in materia) diffamare nessuna grande multinazionale, che ci metterebbe due secondi a prendermi tutto quello che ho (ma io non ho nulla, giusto l'armadio), ma nemmeno voglio farmi prendere per il c..o! 
Siamo ancora un paese libero giusto? Allora per l'ennesima volta: io la penso così!

16 marzo 2011

Coltiviamo il futuro


Oggi ho pensato di non portare Matteo al nido e fare qualcosa di speciale insieme. Piove a dirotto e non vuole smettere ma la primavera comincia ad intiepidire l'aria e dobbiamo prepararci, dobbiamo cominciare a piantare i semini per il nostro piccolo orto e Matteo mi ha dato una mano...anzi ha fatto quasi tutto lui.
E' stato bellissimo vederlo all'opera, tutto concentrato a riempire di terra i contenitori delle uova che abbiamo usato come semenzaio. Con quanto amore ha piantato quei semini e quanta attenzione nel coprirli delicatamente con un pò di terra. Già dall'anno scorso mi aiutava ad annaffiare le "zicchine" ed era entusiasta di vederle crescere, spero che crescendo impari ad amare il tempo che ci vuole per realizzare qualcosa e gusti, oltre alla meta, anche il viaggio. E pensare che ho il pollice verde petrolio! Cosa non si fa per i figli ;)


Prima di tutto ripassiamo un pò il nostro libro sull'orto (Nel giardino delle cose buone - Edizioni Corsare)

Prepariamo tutto l'occorrente



Cominciamo a riempire i contenitori con la terra



facendo molta attenzione


Mettiamo i semini nella terra 
(questi sono di zucchine. L'anno scorso sono usciti solo i fiori, vediamo quest'anno come va)



copriamo con un pò di terra


adesso versiamo un pò d'acqua


ma facciamolo insieme, non vorrei allagare la cucina


Passiamo ai bulbi (aglio e cipolla). 
E' solo un esperimento per vedere cosa succede sotto terra ma non escludiamo di piantarle in vaso.

Mettiamo un pò d'ovatta nei bicchieri del cappuccino 
Lo so, è uno spreco ma c'è un bar che quello di soja lo fa come quello con il latte vaccino e mamma ogni tanto indulge e papino (santo subito) qualche sabato mattina va a "caccia" e torna con la preda ;)



inseriamo un bulbo in ciascun bicchiere


Poi mi sono detta "ma si facciamogli provare a versare un pò d'acqua da solo, è stato così bravo!"


Devo commentare?







11 marzo 2011

Le mucche fanno muuu e mamma ti fa il Mu-Mu

Per la serie "tavola democratica" questo è un dolce facile, sostenibile (perchè il latte di soia è prodotto da una ditta che aderisce al progetto CO2 Neutral ed il cacao è del commercio equo), adatto a vegani e celiaci e bambini...che dite può bastare ;)
Passiamo alla ricetta. Avete presente quella fighissima merenda per bambini con quel motivetto accattivante (le mucche fanno muuu ma una fa mu-mu...) e i bambini troppo grunge? Ecco quella! Matteo adora la pubblicità e ne canta il motivetto, da li a volere il prodotto il passo è breve (già mi ha chiesto i biscotti a cuore che ovviamente faremo insieme, perchè come dice la canzone "è più bello insieme..."). Siccome prevenire è meglio che curare, mi sono messa ai fornelli per cercare di produrre una versione casalinga del dessert con le macchie ed eccomi a condividere la ricetta.

Ingredienti:

1l di latte di soia alla vaniglia (Provamel)
6 cucchiai rasi di zucchero (io ho quelli dell'ikea che sono un pò più piccoli di quelli tradizionali)
6 cucchiai di farina di riso
3 cucchiai rasi di cacao amaro (solidal coop)
*se non trovate il latte alla vaniglia ci vorrà anche una bacca di vaniglia che inciderete per la lunghezza ed aggiungerete al latte di soia

Procedimento:

Dividete il latte in due pentolini dal fondo alto ed unite 3 cucchiai di zucchero e tre di farina di riso per ciascuno

In uno dei due unite anche il cacao e nell'altro, se necessario, la vaniglia. Vi consiglio di mescolare gli ingredienti secchi prima di unirli al latte, in questo modo eviterete la formazione di grumi. Mescolare spesso per evitare che si attacchi al fondo e portare a bollore finchè non si addensa. Cercate di renderlo abbastanza compatto, in questo modo sarà più facile creare l'effetto macchie.
Terminata la cottura lasciate intiepidire e con due cucchiai versate nei contenitori  le due creme alternando i colori (io ho usato quelli trasparenti dell'avent così si vede l'effetto macchie in tutto il vasetto).

quelli nel vasetto avent li abbiamo finiti e non ho fatto in tempo a fotografarli,
questa è la prima versione addensati con agar-agar. Non ci è piaciuta perchè
troppo poco dolce e troppo compatta. Con più zucchero però non sarebbe male

8 marzo 2011

Ask the baby

Lo so, gli scout che passeranno di qui penseranno "guarda che non ti sei inventata niente...copiona" e avranno ragione, ma quancuno diceva che il miglior modo per imparare è copiare e se qualcuno ha avuto una buona idea perchè non farne tesoro invece di affannarsi ad inventare ed essere originali si può imparare.
Ascoltare il ragazzo è infatti uno degli elementi caratterizzanti del metodo educativo scout, che non approfondirò perchè questa non è una sessione da campo di formazione ma è la mia riflessione e rielaborazione, come madre, di un metodo educativo che mi ha dato tanto, sia negli anni da educanda che in quelli da educatrice.
Non ho un titolo di studio legato all'educazione (che tra l'altro sto pensando di rimettermi a studiare ma lo stress da esami mi lascia titubante) ma sono dieci anni che mi occupo per vocazione e servizio di educazione. Da quando sono diventata mamma ho cominciato a spaziare e ad interessarmi di altri metodi, come quello montessoriano e steineriano e pensare che il primo libro che ho comprato è stato "Fate la nanna", che ovviamente non ho applicato perchè l' "ask the baby" insito in me ha fortunantamente avuto la meglio e se pure con un pò di fatica Matteo acquisisce sempre più autonomia, nella nanna e non solo (del sonno di Matteo, ma anche nostro, avevo parlato qui).
Chiedere al bambino però presuppone l'ascolto, l'osservazione dei messaggi non verbali, l'attenzione ai suoi sentimenti, soprattutto aiutandolo ad esprimerli, lasciandolo libero di farlo senza giudizi e pregiudizi. Insomma una passeggiata, no?
Quando aspettavamo Matteo abbiamo ribattezzato il metodo Estivil in "teoria dell'abbandono", dandogli perfino un'accezione positiva, eravamo convinti che, pur osservandolo e restando a disposizione, avremmo dovuto lasciarlo solo per permettergli di imparare a contare su se stesso ed a credere nelle sue capacità in autonomia.
Col passare del tempo però ci siamo accorti che questo era il nostro punto di vista ed abbiamo provato a cambiare prospettiva guardando il mondo con gli occhi del bambino, così ci siamo immedesimati nella sua venuta al mondo e la sensazione è stata "ODDIO! E CHE E'!! luce, freddo, contatto, aria....AIUTOOOO.....!!!" Il bambino viene al mondo e non sa neanche di averlo fatto, non sa di essere un essere umano, non sa di essere altro dalla madre e non sa gestire le sensazioni che prova. Piange perchè è l'unica cosa che riesce a fare e non lo fa per qualche subdola macchinazione o per avere il potere su di noi, lo fa in maniera spontanea, poi capisce che può essere un modo per esprimere un malessere e ricevere conforto, ma POI e comunque non per capriccio (come dicevo anche qui), almeno nel senso comune del termine.
Ama i genitori e ne ha bisogno perchè la prima cosa che impara a comprendere è proprio l'amore (oltre ai bisogni primari, come se poi l'amore non lo fosse, va be niente digressioni infinite) e questo diventa il primo canale di comunicazione, che non bisogna tradire. A questo proposito vorrei parlarvi di Intelligenza Emotiva e dell'importanza che ha nel processo di formazione e di apprendimento del bambino, ma vi rimando a questo articolo sulla pedagogia montessoriana. Per me è stato illuminante perchè rappresenta quasi perfettamente la strada che mi piacerebbe percorrere con mio figlio e mi ha mostrato parte degli errori che rischio di compiere in buona fede.
Oltre all'ascolto, c'è un'altra cosa in cui crediamo fermamente, l'autoeducazione, mutuata sempre dal metodo scout, ma non crediate che a casa abbiamo riprodotto in piccolo lo stesso ambiente, si tratta solo di prendere alcuni concetti per noi validi ed utili per dare un nome ad alcune cose che facciamo comunque in maniera istintiva (anche se correggere l'istinto con la conoscenza, quando possibile non credo sia un male).
Noi per autoeducazione intendiamo l'imparare facendo, sperimentare, osservare il mondo intorno e comprendere che le proprie azioni hanno delle conseguenze, talvolta inattese. Mi riferisco sia a cose concrete come il forno acceso scotta (allora prima che scotti troppo lascio che avvicini lentamente la mano, così sente il calore ed è lui a ritirarla prima del contatto. Questo lo aiuta anche a fidarsi di me se gli dico che una cosa è pericolosa mi crede anche se non gli permetto di farla. ad esempio se vuole mettere le dita bagnate nella presa), sia a cose relative alla sfera emotiva, ad esempio il cuginetto piccolo piange se gli fai la tigre allora fai piano o pensa ad un altro gioco da fare insieme.
Lasciare che il bambino cresca libero di imparare dalla vita e dai propri errori non vuol dire che il genitore è tagliato fuori, anzi ha il ruolo fondamentale di guida che, fungendo da modello da imitare (anche nelle cose pratiche come lavarsi i denti, mettere in ordine ecc), propone la scoperta graduale anche attraverso il "gesto interrotto", cioè un'azione iniziata dall'adulto ma conclusa dal bambino secondo il suo schema e le sue inclinazioni. Anche in questo caso presupposto fondamentale è l'ascolto ed il rispetto di tempi e modi del bambino, che non necessariamente devono essere simili ai nostri. Insomma, una volta che il bambino crescendo capisce di essere altro dalla madre è il caso che anche la madre capisca che il bambino è altro da se e che i loro interessi ed i loro percorsi mentali non è detto che coincidano, anzi spesso saranno divergenti, proprio perchè la strada del bambino è quella verso l'autoaffermazione.
Grande ispirazione ce l'ha data anche Maria Montessori e anche se la nostra casa non è proprio una "casa  dei bambini", è una casa di tutta la famiglia, dove il nido è solo un trampolino di lancio ed il bambino assomiglia tanto al "Cipì" di Mario Lodi.
A questo proposito mi viene in mente che la scuola della prima infanzia da noi si chiama "nido", immagine che evoca raccoglimento e protezione, mentre in Germania (abbiamo una zia tedesca e maestra d'asilo quindi potete immaginare le chiacchierate in proposito) si chiama "giardino d'infanzia", immagine che evoca spazio e equipara il ruolo dell'insegnante a quello del giardiniere che coltiva i fiori ma che non può trasformare una rosa in un tulipano.
Ma questo è un'altro post...

4 marzo 2011

SoNiYb Award: Sketches of nature in your blog!


Grazie Kia!!!
Che emozione ricevere questo premio da te!!

Le regole del SoNiYb Award  sono :
  1. passare da qui per ritirare il premio ^__^ 
  2. inserire il premio nel proprio blog
  3. premiare a propria volta 10 blogger meritevoli del SoNiYb Award e comunicare loro la vincita del premio
  4. motivare le premiazioni date
  5. rimanere sempre fedeli al premio continuando a dare eco-spunti!
Ecco il mio elenco di blog (visto che devo scegliere ne indico solo 10 ma se date un'occhiata ai blog che seguo ne scoprirete di bellissimi, ognugo a suo modo è una ricchezza):
  1. EquAzioni, perchè è un punto di riferimento, quando perdo la pazienza, sono a corto di idee o quando non mi va, mi danno sempre la spinta a migliorare
  2. Yummymummy, perchè la decrescita è uno stile di vita per grandi e piccini in tutta allegria!!
  3. DePuRiAmo, perchè osiamo sognare ed osiamo farlo
  4. EOS, perchè si può vivere ecologicamente ma con stile ;)
  5. L'eco del mondo, perchè sono golosa ma con giudizio
  6. Mamma Claudia e le avventure di topastro, perchè sa fare tutto con tutto e di tutto di più
  7. Le (eco) idee tascabili, perchè è eco ed easy ;)
  8. SemliceEcologico, perchè è stato tra i primi ad ispirarmi e poi è semplice ed ecologico :)
  9. Le ricette veg di Nicole, perchè l'ho appena scoperto proprio grazie al SoNiYb award e rispecchia perfettamente la mia idea di "tavola democratica"
  10. Equo, Eco e Vegan*, anche se mi ero ripromessa di non premiare chi mi ha premiato non ho potuto resistere, è uno dei blog che mi hanno aiutato di più in tante occasioni (grazie ancora)
Volevo segnalare anche il gruppo facebook Vivere bene con poco: l'arte del Downshifting, che leggo tutti i giorni e che mi accompagna più di chiunque nell'avventura quotidiana della ricerca della felicità con quello che si ha e non con quello che veniamo indotti a desiderare.
^__^

Torta bretone con variante

Ieri avevo voglia di torta bretone così ho preso la mia ricetta, scaricata chi sa dove tanto tempo fa da qui, ed ho messo Matteo ai fornelli. E' una settimana che non mettiamo il naso fuori di casa (piove sempre, uffa!) ma lui non sembra soffrirne, anche perchè sono riuscita a ritrovare un pò di pazienza ed entusiasmo che ultimamente scarseggiavano, inventando qualche gioco nuovo.
Per la ricetta vi rimando al blog Cielomiomarito ma per la variante vi mostro il mio collaboratore all'opera.
Eliminati porro e pancetta che non gradisce quando sono così predominanti, li ho sostituiti con del prosciutto cotto arrosto, parmigiano ed una carotina frullata (tanto per addolcire un pò).

dopo aver ridotto in poltiglia il prosciutto cotto abbiamo grattugiato
il parmigiano. Visto Francesca ce l'ho fatta!

vediamo come sta venendo..."buono! Ancola!"

una volta aggiunto l'impasto mischiamo bene e con l'aiuto
di papino versiamo nello stampo

che fatica cucinare, mi riposo (vi piace il grembiulino?)

ecco le due versioni
Ovviamente dopo il primo attimo di entusiasmo per aver visto il frutto delle sue fatiche, l'interesse è passato e ha voluto il prosciutto cotto...e basta...Sta diventando moooolto impegnativo riuscire a fargli mantenere una dieta equilibrata...accetto suggerimenti.

2 marzo 2011

Giocare con la colla

Piove! Uffa!! Ancora chiusi in casa :(( Ma visto che a noi il cielo grigio non ci fa paura, facciamo l'allegria e ci divertiamo lo stesso :D
Ieri al nido c'è stata la festa di carnevale e  Matteo è tornato indossando il suo vestito da "Fless" degli Incredibili (ho usato un pigiama di pile rosso che gli avevano regalato al compleanno e gli ho applicato una toppa con la "i" degli Incredibili. Con la macchina da cucire fuori uso mi accontento). Ho pensato che, vista la pioggia, avremmo continuato la festa a casa, tenendo il vestito tutto il giorno e giocando con le stelle filanti.
Dopo un pò ci siamo messi a colorare ed a temperare le matite, vedendo quei riccioli colorati mi sono ricordata di un altro gioco che facevo da piccola con la mia mamma: disegnare con i trucioli delle matite.

Occorrono:
colla
matite
temperamatite
fogli
fantasia

Io ero un pò più grande quando creavo figure con i trucioli delle matite, ma non ricordo se da piccolissima l'ho mai fatto, ho pensato che l'importante non era il risultato ma l'esperienza così ci abbiamo provato.





dovrebbe essere un pesciolino :p