4 agosto 2011

Di volantini delle offerte, indignazioni e responsabilità

Quando sono andata a vivere da sola ho sviluppato una vera e propria passione per i volantini delle offerte dei supermercati. Adoravo sfogliarli e cerchiare tutte le cose che avrei comprato, dividere i megapacchiscortafamiglia con le mie coinquiline e partire con papino (all'epoca ancora non papà e non marito ma giá grande amore), sul suo Scarabeo con lo zainone sulle spalle per fare una superspesa al centrocommerciale più conveniente. Ora sembra quasi una pazzia, ma era così divertente! All'uscita dal supermercato sembravamo schizzati fuori da una pellicola di Bholliwood!
Oggi continuo ad avere una certa mania per i volantini delle offerte, ma prendo solo quelli dei negozi dove effettivamente compro ma puntualmente rimango insoddisfatta e li chiudo guardando con sollievo il foglietto appeso in cucina e su cui annoto man mano quello che manca in casa e di cui ho davvero bisogno.
Nel periodo di "caccia alle offerte" papino ed io abbiamo notato che utilizzando i nostri acquisti con attenzione riuscivamo ad arrivare all'offerta successiva del tale prodotto e spuntare sempre il prezzo più vantaggioso.
Inizialmente ci sentivamo dei furboni che avevano capito tutto della vita, poi ci siamo resi conto che eravamo caduti in un meccanismo commerciale ben architettato e ci siamo sentiti davvero sciocchi.
È stato in questo periodo che abbiamo cominciato ad interrogarci sul prezzo delle cose, sulla sua composizione e su quanto noi eravamo disposti a pagare un prodotto, soprattutto se questo aveva un prezzo normalmente alto che però veniva abbassato drasticamente con offerte periodiche. Ancora oggi quando passo davanti ad una vetrina con i saldi guardo i cartellini col prezzo e mi chiedo "ma il negoziante quanto l'ha pagata quella cosa? Ed al produttore quanto è costata? E quanto gli è costato l'operaio che l'ha effettivamente prodotta?" e così mi passano per la testa "costi medi minimi" e "valore-lavoro", mi guardo intorno e vedo cartelli, volantini e persone che indossano pubblicità (ed hanno pure pagato la maglietta per trasformarsi in cartelloni pubblicitari) e nessuno sembra provare quello che provo io, un misto di rifiuto, amarezza e rabbia perché non riesco a capire come siamo arrivati a questo punto nè dove crediamo di andare. A volte mi sembra di guardarmi da fuori, immersa in un mondo che non mi appartiene con l'espressione di una che si chiede "cosa ci faccio qui?"
Un'altra ispirazione che mi viene dal volantino delle offerte è la sfiducia e la diffidenza nei confronti di un marchio. Si perché le offerte sono sempre sugli stessi prodotti delle stesse marche e così mi chiedo dov'è il trucco, perché loro offrono sempre il prezzo migliore in maniera così sistematica? Risparmiano sulla produzione? Sulla qualità? In un caso o nell'altro non mi fido, anche perché spesso sono marche tipo la Nestlè che i soldi li fanno sulla pelle dei più poveri ed io non voglio avere a che fare con certa gente. Mi chiedo perché disprezziamo tanto strozzini e mafiosi e non nutriamo lo stesso sentimento per chi certe cose le fa alla luce del sole e magari se ne vanta pure.
L'ennesimo post per dirvi che io sono proprio stufa di farmi prendere in giro ufficialmente. Ma a voi non da fastidio? Vi è capitato di fare considerazioni simili?
A proposito di decrescita, se non l'avete giá fatto, provate a fare una lista della spesa basandovi sulle necessità quotidiane reali e programmate i vostri acquisti avendo cura, quando fate la spesa, di non comprare altro e di guardare i prezzi al chilo o al litro, risparmierete tantissimo e sarete più soddisfatti; inoltre le eccezioni, magari golose, saranno ancora più gradite. Noi in questo modo spendiamo 50-70€ a settimana.

4 commenti:

  1. Approvo e condivido in pieno!! Anch'io quando vivevo sola nel mio appartamentino collezionavo volantini dei supermercati e facevo spese "super convenienti"!! Ora sono uscita dal tunnel e compriamo solo il necessario...ma ci è voluto tempo!!

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  2. Per me 50eur a settimana sono pochi, ahimè, ma credo dipenda dall'essere vegetariana: frutta e verdura buone, biologiche, vanno comprate ogni 2 giorni circa, fresche, e sono costose.
    Per il resto, io compro di solito a marchio del supermercato. L'unica cosa che prendo in offerta è l'olio d'oliva, ma non sono legata a un marchio particolare. Ecco, diciamo che non faccio la fortuna dei brand :)

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  3. @MammaViò: è vero, ci vuole tempo per "uscire dal tunnel"
    @Mammafelice: noi non siamo proprio vegetariani ma non consumiamo molta carne e simili, anche noi compriamo a marchio del supermercato, soprattutto perché ci fidiamo. Credo che molto dipenda da dove vivi, da noi è facile trovare frutta e verdura del contadino a prezzi contenuti, non sempre bio ma neanche piena di schifezze. I vantaggi di vivere in un piccolo centro.
    Grazie di essere passate ^__^

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  4. Come tutte le cose bisogna saper distinguere il buono dal cattivo. Io uso http://www.volantinoweb.it invece dei volantini cartacei che mi riempiono la casella della posta.

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