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Visualizzazione dei post con l'etichetta mindfulness

Come smettere di coltivare insicurezze

Negli ultimi anni ho affrontato cose che avrebbero dovuto farmi sentire una supereroina capace di affrontare qualsiasi difficoltà, avrei dovuto sentirmi forte e sicura di me, capace di sostenere i miei cari in ogni circostanza ed effettivamente è quello che ho fatto. Allora perchè non mi sento affatto eroica? Perchè  non sento l'energia che mi scorre dentro facendomi andare a letto a notte fonda dopo aver portato a termine tutti i compiti della giornata? Perché spesso mi sento pigra ed incapace?  Se avessi una risposta certa sarei la fata madrina, ma farsi delle domande ha il potere di aiutare a cercare delle risposte, quindi un'idea me la sono fatta. Quello che penso è che essere ottimisti è faticoso, richiede impegno e costanza, ti tiene costantemente in tensione quindi, se il carico aumenta, anche di poco, l'equilibrio si spezza.  Per anni mi sono ripetuta che Dio non ci manda niente di più e niente di meno di quello che possiamo sopportare, così, affrontando ogni gior...

Si può ricominciare a 40 anni?

Si può riprendere in mano un blog dopo otto anni? Si può decidere di inventarsi un lavoro a 40 anni dopo dodici anni fuori dal mercato? Si può ricominciare a progettare il futuro a quarant'anni con tre figli ancora a scuola (si, nel frattempo ne ho fatto un altro) ed un marito spesso fuori per lavoro?  Non lo so, io ci provo!  In questi anni ho continuato a fare mille cose con i bambini e condividerle su Facebook ma non sul blog, mi ero accorta che mi innervosiva non riuscire a scrivere post con regolarità e rischiavo di rispondere male a tutti così ho rivisto la mia scala delle priorità ed ho deciso di smettere di occuparmi del blog. Mi piace condividere idee perché credo che condividere sia il modo migliore di stare al mondo e come ricorda spesso il mio amico Alessandro Pucci " nessuno si salva da solo "  ma credo anche che ognuno di noi sappia qual è la strada più adatta alle proprie esigenze e come incanalare le proprie energie nel modo migliore. Abbiamo s...

Dove arrivo metto pizzuco*

"Pizzuco"( immagine presa dal web) Questo post si doveva chiamare "Di coerenze, incoerenze e sopravvivenze" ma secondo me così rende meglio l'idea. Il pizzuco (o cavicchio*) è un pezzo di legno appuntito che mio nonno usava per piantare i germogli nell'orto e che io gli rubavo sempre per affondarlo nella morbida terra appena dissodata. L'espressione dove arrivo metto pizzuco  indica che dopo i molti sforzi fatti per fare un certa cosa (originariamente riferito al lavoro nei campi) non bisogna disperare ma piantare il pizzuco  per tenere il segno di dove si è arrivati e ricominciare l'indomani da quel punto. Nel tempo si è persa l'accezione positiva ed è diventato qualcosa tipo "chi se ne importa, dove arrivo mi fermo" ma non è il mio caso. Quello che intendo dire è che mi prodigo ogni giorno per fare del mio meglio ed essere coerente con i miei ideali  lo stile di vita che ho scelto ma non sempre ci riesco. Per quanto mi sforzi v...